Liliana Segre non accetta la parola genocidio per i palestinesi di Gaza. Si tratterebbe di una bestemmia. 35mila morti, donne e bambini macellati, non suscitano la sua empatia, ma solo lo sdegno per l’ingiustificata attribuzione genocidiaria. Una presa di posizione che fa riflettere i nostri conduttori su settarismo, razzismo, colonialismo, suprematismo e sull’assenza di carità da parte di chi è sopravvissuto all’orrore assoluto, ma non è capace di riconoscerlo quando si manifesta di nuovo nella storia.

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