Sciopero generale FISI 15/20 ottobre, ma i confederali mettono i bastoni tra le ruote

Non se ne parla molto sui social, dove impazzano i portuali di Trieste e le mobilitazioni dei camionisti. Ma c’è un altro sciopero che sta turbando i sonni del governo: quello indetto dalla FISI, i sindacati intercategoriali.

La FISI ha proclamato uno sciopero generale pubblico e privato di 5 giorni, dal 15 al 20 ottobre, e sono moltissime le adesioni che stanno pervenendo: dal comparto scuola alle ASL, fino alle piccole aziende dove a scioperare è magari un solo lavoratore. Il mainstream tace e non diffonde l’informazione, ma scorrendo i giornali locali appare chiaro come l’adesione sia consistente in tutta Italia.

Ma quello che appare incredibile è che a mettere i bastoni fra le ruote allo sciopero generale non sia tanto il governo, quanto i sindacati confederali. I quali, più realisti del re, stanno letteralmente cercando di sabotare lo sciopero FISI, che così riferisce in un comunicato diffuso su Facebook:

Stanno pervenendo alla nostra Organizzazione telefonate, fax e messaggi di richiesta chiarimenti sulla legittimità dello sciopero indetto dalla FISI. A elevare dubbi, secondo quando ci viene riferito dagli associati e dai simpatizzanti, sono le Organizzazioni Sindacali Confederali (ad esempio la CISL). Secondo detta Organizzazione “I lavoratori che aderiscono all’astensione dal lavoro non autorizzata dalla Commissione di garanzia, possono essere assoggettati a sanzioni disciplinari proporzionali alla gravità dell’infrazione.”.

In pratica la CISL fa il cane da guardia insinuando dubbi e paure in chi vuole aderire allo sciopero. A livello locale poi, CGIL e co. denunciano pubblicamente i possibili disservizi, come se volessero aizzare la cittadinanza contro gli scioperanti. A queste pratiche poco leali, la FISI risponde invitando i confederali ad affiancarli nella battaglia.

Che dire, buona fortuna. CGIL CISL e UIL sono troppo occupati a organizzare cortei antifascisti durante il silenzio elettorale per trovare il tempo di interessarsi agli scioperi. Se non per dire che sono illegittimi e provocano caos, in pieno stile Confindustria. Con la quale, evidentemente, sono ormai una cosa sola.

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