Ai piani alti dei palazzi di Bruxelles ci hanno provato per anni e alla fine il sogno di tracciamento stradale è divenuto realtà: tutti i nuovi veicoli venduti nell’UE dovranno montare scatole nere obbligatorie che registrano i dati del veicolo e saranno accessibili dalle autorità.

Come indicato dal regolamento Regolamento UE 2019/2144 le informazioni saranno “la velocità del veicolo, la frenata, l’angolo di sterzata, la sua inclinazione sulla strada e se i vari sistemi di sicurezza del veicolo erano in funzione, a cominciare dalle cinture di sicurezza”.

In Italia la circolare diffusa indica chiaramente quali siano le

Chiarissimo il concetto di “Valore probatorio” delle cosiddette “scatole nere” e di altri dispositivi elettronici, il quale prevede che i dati raccolti dalla scatola nera installata sul veicolo costituiscono piena prova in vaso di necessità.
Dati che quindi saranno immediatamente disponibili in caso di controlli delle autorità e delle forze dell’ordine: un meccanismo di controllo niente male non c’è che dire.

Infatti anche se la circolare indica che i dati saranno anonimi, nelle norme di funzionamento di queste scatole nere, che in Italia utilizzeranno un sistema chiamato eCall, è indicato chiaramente che i dispositivi oscureranno le ultime 4 cifre del numero di identificazione del veicolo (VIN), che però è composto di ben 17 cifre: visto che ogni automezzo è assegnato nominalmente ad un proprietario non sarebbe così difficile identificare i dati incrociando anche solo le cifre in chiaro.

E’ evidente che la norma, apparentemente pensata per garantire la sicurezza, sia ad un passo dall’annullare qual poco di privacy rimasta ai cittadini che tra smartphone, telecamere di controllo cittadine stradali, e applicazioni possono essere monitorati letteralmente passo dopo passo.

Non è chiaro se, potrà essere facoltativo abilitare o meno il tracciamento: la norma europea lo prevede, almeno in teoria, nella prima fase dell’operazione, ma sul bollettino emanato dall’ACI non v’è traccia di questa opzione, anzi è esplicitamente chiarito che la blackbox non potrà essere disattivata.

Considerando che le assicurazioni, non avranno acceso alle nuove blackbox, come ci si regolerà al riguardo? Gireremo con due dispositivi di monitoraggio? Oppure sarà un “aiuto” UE alle assicurazioni che risparmieranno sulle installazioni?

Antonio Albanese

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