Mattia Crucioli: La Liguria ha subito un «quadro di meschinità, di assoluta assenza di dignità» che ha «svenduto l’interesse pubblico». Occorre «superare il bipolarismo» centrodestra-centrosinistra e creare un «terzo polo» che faccia tornare i cittadini ad occuparsi a testa alta della cosa pubblica».

di Giulia Bertotto.

Mattia Crucioli

Mattia Crucioli, ex senatore genovese di M5S e poi di Alternativa, ora consigliere comunale a Genova per “Uniti per la Costituzione”, una coalizione che nel 2022 mise insieme Alternativa, Italexit, PC di Rizzo e Ancora Italia.

Lo abbiamo intervistato per parlare dell’arresto del governatore Giovanni Toti, nuovamente accusato di corruzione insieme a Paolo Emilio Signorini, ex presidente dell’autorità portuale che gestisce il porto di Genova e amministratore delegato del gruppo Iren, una delle più rilevanti società multiservizi italiane, e all’imprenditore portuale Aldo Spinelli, che fu presidente delle squadre di calcio di Genoa e Livorno: anche per Spinelli sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per Signorini è stata scelta la custodia cautelare in carcere.

Ricordiamo che Giovanni Toti è presidente della Regione Liguria dall’11 giugno 2015. Ex consigliere politico ed ex europarlamentare di Forza Italia, dal 19 giugno al 1º agosto 2019 ne è stato anche coordinatore nazionale.

Onorevole Crucioli, naturalmente occorre aspettare il pronunciamento della Legge, ma come commenta questo arresto? Sembrerebbe davvero incredibile la capillarità e la forza dell’immenso sistema di potere di Toti.

Ciò che più mi ha colpito è il quadro di meschinità, di assoluta assenza di dignità, che sembra emergere dalle intercettazioni. Se quello che si legge è vero, siamo di fronte a rappresentanti delle istituzioni che per anni hanno svenduto l’interesse pubblico in cambio di finanziamenti elettorali, soggiorni in alberghi di lusso e regalie di ogni tipo, non facendosi scrupolo neppure di avere contatti con soggetti provenienti da ambienti mafiosi che loro stessi ritenevano pericolosi.

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato di attendere la versione e le risposte del governatore prima di commentare la vicenda, mentre i partiti di opposizione, Pd e M5S, premono perché Toti si dimetta. Secondo lei dovrebbe dimettersi?

Se per emettere giudizi definitivi in relazione alla colpevolezza penale occorre attendere le sentenze, dal punto di vista invece politico e istituzionale Toti è finito. Non c’è dubbio che, con quello che sta emergendo, debba dimettersi il prima possibile, limitando i danni che ha provocato alla nostra regione. E credo che, date le condizioni e la pressione mediatica, non potrà tardare a farlo.

L’ipotesi è che ora in Liguria si anticipino le elezioni regionali. Crede che sarà questa la decisione?

Penso di sì, inoltre credo che ridare la parola agli elettori sia la sola scelta corretta.

Insieme al suo capo di gabinetto Matteo Cozzani, il presidente della Liguria avrebbe anche gonfiato i numeri trasmessi alla struttura commissariale per avere più vaccini anticovid.

Da parlamentare, durante alcune audizioni, ho avuto modo di vedere come lavoravano le cosiddette “autorità scientifiche” al fine di elaborare statistiche utili soltanto a giustificare le scelte illiberali del governo durante il periodo Covid. Non ho mai nutrito dubbi che in quel frangente tutto sia stato piegato al fine di giustificare la gestione schizofrenica e autoritaria della pandemia e che, quindi, anche le regioni “aggiustassero” i dati. In questo caso ne abbiamo avuto la prova. Le intercettazioni sul punto sono addirittura grottesche, degne di un film tra il comico e l’horror: il capo di gabinetto e il Presidente della Regione che scoprono in diretta di aver falsificato i dati all’insaputa dell’altro, con risultati spropositati: “Ma anche tu hai aggravato la situazione? L’avevo già fatto io!”. Come si suol dire, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Una domanda più “ampia”. A fronte di questi e di altri complessi scandali che legano finanza e politica, interessi dei vertici di governo e multinazionali, come possiamo pensare di restituire dignità alla politica e di recuperare la fiducia dell’opinione pubblica e degli elettori?

Credo che si debba superare il bipolarismo. Se si tiene presente che a fare la fila davanti allo yacht di Spinelli c’erano sia esponenti del centrodestra che del centrosinistra, a molti sorge il legittimo dubbio che con le attuali coalizioni, a prescindere da chi vinca le elezioni, non possa cambiare nulla.

Del resto, a fronte di un centrodestra che ha come obiettivo il mantenimento dello status quo (con corollario di disuguaglianze e disparati intrallazzi), c’è un centrosinistra a trazione PD che, sotto una patina di blando riformismo, si colloca anch’esso saldamente all’interno del più sfrenato liberismo ed è subordinato ai diktat delle potenze egemoni dell’occidente.

Per questo, nel mio piccolo, proseguirò nel tentativo di creazione di un “terzo polo”, che possa sottrarre le forze libere dall’abbraccio mortale del centrodestra e del PD; l’ho fatto per le elezioni del mio comune e intendo proseguire con le elezioni regionali liguri. Solo così penso si possa ridare dignità alla politica e far tornare i cittadini ad occuparsi a testa alta della cosa pubblica.

 

 

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