Le sanzioni Ue contro la Russia stanno scatenando la crisi energetica ed economica pure in vari Paesi dell’Asia.

Oltre che in Europa e in Italia, ovviamente.

Il motivo? Per sostituire il gas (e presto anche il petrolio) russo, l’Europa rastrella tutti i combustibili presenti sui mercati, a cominciare dal gas liquefatto. Non ne rimane per nessun altro. O, se c’è, ha un prezzo impossibile.

La conseguenza: ulteriori difficoltà per popolazioni che già non nuotano nell’oro e soprattutto un altro pezzetto di mondo in subbuglio. Questa non è una bella cosa neanche per l’Occidente, visti tutti gli altri problemi di stabilità ed equilibri geopolitici già presenti.

Ai gravi effetti collaterali delle sanzioni europee sta dedicando attenzione la testata economica Bloomberg. Rileva che vari Paesi in difficoltà per l’energia hanno chiesto ed ottenuto forniture dalla Russia. Non tutti però hanno risolto i loro problemi: ci sono disordini sociali, blackout, fabbriche chiuse.

Bloomberg in particolare cita le difficoltà di Pakistan, Filippine, Bangladesh e Tailandia. Ed è interessante buttare un occhio sulle vicende di questi Paesi abitualmente lontani dalle nostre cronache. La Tailandia, pare, se la passa ancora relativamente bene, ma negli altri sta succedendo di tutto.

Il Pakistan è recentemente salito alla ribalta per l’attentato all’ex premier Imran Khan, capo del partito di opposizione. Era in marcia insieme ai suoi seguaci per chiedere elezioni politiche anticipate. Dietro a tutto questo c’è la crisi economica. Il tentativo di assassinare Imran Khan, dicono gli analisti, causerà probabilmente ulteriore instabilità politica.

Le Filippine, dal canto loro, hanno problemi legati al crescente debito pubblico e alla necessità di rifinanziarlo. Da gennaio a settembre è lievitato del 14%.

Debito ed economia dissestata anche in Bangladesh, che ha addirittura dovuto chiedere un prestito al Fondo monetario internazionale. L’accordo di massima è stato mercoledì 9 novembre 2022. In cambio dei soldi, il Bangladesh dovrà fare riforme neoliberiste. Il solito bacio della morte.

Secondo l’analisi che Bloomberg ha dedicato agli effetti collaterali delle sanzioni istituite dall’Unione europea contro la Russia, la crisi del gas per i Paesi emergenti dell’Asia non si risolverà facilmente. Probabile anzi che prosegua per anni. Si può solo aggiungere che, così come questi effetti collaterali delle sanzioni europee erano imprevisti, le loro conseguenze anche sull’Europa saranno verosimilmente imprevedibili.

GIULIA BURGAZZI