C’era da aspettarselo: dopo i drammatici eventi di questi giorni ecco che arriva un’ondata di russofobia sia istituzionale che da parte della gente comune. Il copione lo abbiamo visto dopo l’11 settembre e dopo la strage di Charlie Hebdo con episodi di islamofobia giustamente deplorati dai media che sottolineavano che non tutti i musulmani sono al Qaeda. Oggi i media tacciono su chi arriva ad incolpare la signora Olga dei fatti ucraini. Perché?

Abbiamo avuto esempi nelle istituzioni: il sindaco di Milano Beppe Sala ha dato un ultimatum al direttore russo Valery Gergiev: o condanni Putin o ti sbatto fuori dalla Scala. Giustamente Sgarbi ha deplorato il gesto di Sala: tutto inutile: l’arte deve pagare le colpe della politica (e a Sala bisognerebbe ricordare i legami di altre persone che ha sponsorizzato politicamente). Bruceremo Tolstoj? Alla Scala non si potrà più eseguire il Lago dei Cigni? Ci aspettiamo anche questo. La soprano Anna Netrebko si chiede questo: l’arte dovrà pagare per via della politica?

Ma non è solo il mondo dell’arte a essere colpito. Sono anche le persone comuni a subire questa nuova ondata razzista. Ma solo sui social troviamo notizia di questo. E’ diventato infatti virale un tweet che racconta la vicenda di una donna russa sposata ad un italiano con la bambina che frequenta una scuola russa di Milano. Il tweet racconta che “la direttrice è stata minacciata, che vengono importunate, accusate, infastidite ragazze, madri, bambine perché russe. La polizia comunale deve pattugliare gli ingressi”. Se fosse capitato ad altri stranieri la cosa sarebbe finita in prima pagina. Se sei russo no, sei colpevole a prescindere. Altro caso capitato ad una signora russa che si è imbattuta in un locale che esponeva il cartello “qui non si servono russi”. Da “fuori i cani e gli ebrei” a “fuori i novax e i russi” il passo è stato breve, anzi brevissimo. Sul gruppo Facebook “Italiani di Russia” si fa appello a denunciare tutte le aggressioni razziste verso i cittadini russi. D’altronde era già successo ai musulmani anni fa, oggi la storia si ripete. Soprattutto oggi succede a chi non si vuole vaccinare.

Che poi tutte queste anime belle che si scagliano contro la Russia non é che siano meno razzisti con gli ucraini come dimostra l’uscita di Lucia Annunziata che ha definito gli ucraini “popolo di badanti, cameriere e amanti”.

Ben diversa, ad esempio, la posizione di un americano come Arnold Schwarzenegger che in un suo post di solidarietà al popolo ucraino ha specificato “ho amici e fan sia ucraini che russi e nessuno vuole questo” .

Conan il barbaro (che fu anche il russo Danko) si è mostrato meno “barbaro” degli italiani. E pensando ai rapporti tra Italia e Russia da un lato e tra Usa e Russia dall’altro, la dice lunga.

ANDREA SARTORI

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