Conosciamo tutti Reporters Sans Frontieres, l’agenzia internazionale che tiene d’occhio la libertà di stampa nei vari Paesi, e le sue famose classifiche. Era quasi un mantra, ai tempi di Berlusconi, ripetere che per colpa sua l’Italia è al 75° posto nel mondo, dietro il Burundi, questo il risultato di Berlusconi che controlla le TV”.

Poi Berlusconi è passato di moda, le TV se le sono riprese saldamente in mano, ma l’Italia langue ancora al 41° posto per la libertà di stampa dietro il Botswana e il Burkina Faso.

Ora, chiariamo: non che Reporters Sans Frontiers sia una congrega di santi. Anzi è piuttosto chiacchierata, dai suoi presunti rapporti con il governo statunitense alla vergognosa presa di distanza da Wikileaks nel 2011. Anche RSF insomma avrà un padrone nella persona dei suoi finanziatori, come accade per tutte le Ong globali e in particolare quelle che tanto vanno predicando di democrazia. Però due giorni fa ha sistemato per le feste l’informazione italiana, e in particolare la Rai, con un affondo senza precedenti su Twitter. Ecco il testo.

Secondo il nuovo direttore dei programmi di informazione Rai, Monica Maggioni, la televisione pubblica non darà voce a chi mette in discussione le politiche del governo sui vaccini, “perché le opinioni non sono tutte uguali”. Anche nella crisi del Covid, il pluralismo delle opinioni nei media pubblici deve essere preservato. RSF è profondamente preoccupata per la nascente volontà di controllare l’informazione in Italia. Il senatore ed ex Presidente del Consiglio Mario Monti ha recentemente chiesto “restrizioni della libertà” e “modalità meno democratiche sulla diffusione dell’informazione”. L’obiettivo legittimo di combattere la disinformazione non può essere perseguito restringendo il pluralismo dei media e censurando le opinioni critiche verso il governo.

Prendi e porta a casa si dice a Roma, Viale Mazzini incluso. Nessun giornale ha riportato questa durissima presa di posizione eppure, quando si trattava di Berlusconi, Reportes Sans Frontieres guadagnava sempre le prime pagine. Ci sarà stato qualche editto bulgaro a nostra insaputa.

DEBORA BILLI

  • 3398 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3159 Sostenitori