Tira una brutta aria, in Europa e non solo. A quanto pare, in Occidente i funzionari governativi stanno effettuando dietro le quinte una prudente pianificazione, per stabilire il da farsi qualora fossero utilizzate armi nucleari in Ucraina o nelle vicinanze. E non è difficile cogliere potenziali indizi di tale pianificazione.

A quanto scrive il quotidiano britannico Guardian, l’informazione relativa all’esistenza della pianificazione proviene da funzionari anonimi (1). Sebbene essi ritengano improbabile che la Russia faccia ricorso all’atomica, la pianificazione avrebbe due scopi. Primo, evitare caos e panico: e di provvedimenti recentissimi del genere non si trova oggettivamente traccia. Si trovano però notizie potenzialmente riferibili al secondo scopo: offrire aiuto e rassicurazione alla gente.

Offrire aiuto attraverso farmaci efficaci contro gli effetti della radioattività, ad esempio. Il Dipartimento per la salute e i servizi degli Stati Uniti ha deciso martedì 4 ottobre di acquistare “dosi aggiuntive” di NPlate, un farmaco utile per fronteggiare gli effetti delle radiazioni sulla coagulazione del sangue (2). Quante dosi, non si sa. Si conosce però il prezzo complessivo: la tutt’altro che modica cifra di 290 milioni di dollari.

Pochi giorni più tardi su Twitter è circolata voce che Nancy Pelosi, presidente della Camera statunitense e terza carica dello Stato, avesse acquistato 10.000 azioni di Amgen, la società che produce il NPlate (3). Ovvio sottinteso inespresso: se Nancy Pelosi lo fa, è perché dispone di informazioni in base alle quali questo è l’affare del momento.  Non c’è alcuna conferma ufficiale di un simile acquisto. Certo è però che le quotazioni di Amgen sono decollate verso febbraio (4), cioè quanto è iniziata la guerra in Ucraina.

Dal canto suo, in corrispondenza con lo scoppio della guerra la Russia ha fatto scorta di pillole di iodio, anch’esse utili contro le radiazioni (5). Ma attenzione: le pillole di iodio proteggono la tiroide – e soltanto la tiroide – dallo iodio radioattivo. È l’elemento più abbondante rilasciato nell’atmosfera in caso di incidente grave in una centrale nucleare. Di fronte allo scoppio di una bomba atomica, tuttavia, le pillole di iodio possono magari anche aiutare la tiroide: ma il corpo umano va incontro a problemi ben più gravi.

Le pillole di iodio sono quanto di meglio la municipalità di Kiev può offrire alla cittadinanza. Ha promesso di distribuirle in caso di attacco nucleare (6). Peraltro, attraverso il sito in inglese Visit Ukraine, l’Ucraina istruisce perfino viaggiatori ed eventuali turisti sul comportamento da tenere in caso di uso di armi atomiche (7). Per sopravvivere bisogna rifugiarsi entro 10 minuti in un edificio di cemento, ancor meglio se in una cantina. Lasciare all’esterno gli abiti, ormai contaminati, e rimanerci tappati dentro per almeno 48 ore. Assumere solo cibi e bevande provenienti da contenitori sigillati. Al momento di uscire, indossare occhiali, respiratore e indumenti protettivi. Se non sono disponibili, riparare almeno col nastro adesivo le parti scoperte del corpo.

Simmetricamente, nell’Europa centrale stanno conoscendo un revival i rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale e i rifugi antiatomici costruiti ai tempi della guerra fredda (8). Per lunghi, lunghissimi decenni ci sono andati, semmai, solo i turisti. In questo mese di ottobre, il governo polacco ha ordinato di fare l’elenco completo di tutti quelli che restano.

L’Euratom, la branca dell’Unione europea che si occupa di nucleare, ha firmato venerdì 27 settembre un protocollo di intesa con l’Iaea, l’agenzia atomica internazionale (9). Quest’ultima si occupa di nucleare civile, e non militare. L’energia, non le armi. Il memorandum tuttavia non cita espressamente il nucleare civile. Cita invece la preparazione e la risposta alle emergenze, senza specificarne la natura.

Per quanto riguarda l’Italia, durante questo mese di la Protezione Civile ha messo online una “sintesi divulgativa” relativa al rischio radiologico (10). Una sorta di atto dovuto che discende da vecchie normative. Riguarda esclusivamente le cose da fare in caso di incidente grave in una centrale nucleare all’estero. Non cita le armi atomiche. Però viene fuori proprio ora.

In estremissima sintesi: se l’incidente accade in un altro continente, si impedisce l’importazione di alimenti potenzialmente contaminati dalla radioattività. Se succede in Europa, ma lontano dall’Italia, provvedimenti tipo quelli a suo tempo per Chernobyl: vietare gli alimenti freschi che possono essere contaminati e in più spegnere l’areazione delle serre, coprire le colture, portare il bestiame al chiuso.

Se invece l’incidente grave capita in una centrale nucleare a meno di 200 chilometri dal confine – ce ne sono 27, prossime a Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia – si contempla anche l’eventualità che nelle province più vicine la gente debba rimanere al chiuso per 48 ore e che vengano distribuite pillole di iodio agli under 40. Il documento individua meticolosamente i compiti di categorie professionali ed enti, compresi i Comuni: l’associazione dei Comuni, l’Anci, lo sta infatti rilanciando (11).

Anche gli iberici si sono mossi in questo senso e infatti proprio in Spagna il Ministero degli Interni, tramite la Direzione Nazionale della Protezione Civile, ha siglato un accordo con un’azienda di Siviglia, la Teknoservice, per l’acquisto di 397 megafoni per un di circa 64mila euro (12). Secondo la stampa spagnola, gli impianti di amplificazione serviranno per allertare la popolazione in caso di emergenza nucleare.

Sempre in Spagna, si apprende che la Marina Militare ha rispolverato i protocolli per il rischio radioattività, in caso di problemi con navi o sottomarini a propulsione nucleare, dato che ci sono ben tre punti in cui il Paese può accogliere mezzi con quelle caratteristiche (13).

La Francia invece, venerdì 30 settembre, ha effettuato un’esercitazione sui rischi nucleari e radiologici di natura non specificata (14). Di nuovo, come nel caso dell’Ue, non si può escludere una volontà di proteggere la popolazione nell’eventualità che vengano usate armi nucleari. L’esercitazione si è svolta a  Saint-Paul-lez-Durance,  con tanto di sirene di allarme udibili nel raggio di cinque chilometri.

Un po’ ovunque pertanto si torna a parlare di pericolo nucleare, anche se spesso si minimizza.

Sebbene il rischio di incidenti sia ritenuto basso, da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina non lo si può più considerare nullo, o almeno così sembrano raccontare le fonti leggendo tra le righe.

Meglio dunque ripassare, pare essere il messaggio, nel caso in cui ve ne sia bisogno.

GIULIA BURGAZZI e MARTINA GIUNTOLI

Fonti:
1. https://www.theguardian.com/world/2022/oct/14/west-plans-avoid-panic-if-russia-nuclear-bomb-ukraine-putin
2. https://aspr.hhs.gov/newsroom/Pages/ARS-Oct2022.aspx
3. https://twitter.com/wsbmod/status/1578811992735113216
4. https://www.hl.co.uk/shares/shares-search-results/a/amgen-inc-ordinary-us-$-0.01
5. https://news.yahoo.com/russia-orders-urgent-purchase-large-155000834.html
6. https://www.fox5dc.com/news/kyivs-city-council-to-give-out-potassium-iodine-pills-in-case-of-russian-nuclear-attack
7. https://visitukraine.today/blog/948/a-nuclear-explosion-how-to-prepare-to-survive-and-how-to-act-after
8. https://www.aljazeera.com/news/2022/10/21/russian-threats-revive-old-nuclear-fears-in-central-europe
9. https://ec.europa.eu/info/news/euratom-and-iaea-sign-memorandum-understanding-nuclear-safety-cooperation-2022-sep-27_en
10. https://www.protezionecivile.gov.it/it/pubblicazione/sintesi-divulgativa-rischio-radiologico-e-nucleare-cosa-sapere-e-cosa-fare-0
11. https://www.anci.it/rischio-nucleare-definite-le-linee-guida-per-linformazione-della-popolazione/
12. https://www.vozpopuli.com/espana/gobierno-compra-400-megafonos-alertar-emergencia-nuclear.html
13. https://www.vozpopuli.com/espana/plan-armada-emergencia-nuclear.html
14. https://www.var.gouv.fr/exercice-cea-cadarache-2022-vendredi-30-septembre-a11289.html