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Notizie4 Marzo 2022

Report Pfizer: 9 pagine di effetti avversi, e si scatena un putiferio

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza il report di Pfizer sui vaccini COVID-19, evidenziando i 9 pagine di effetti avversi censurati. Si discute anche del conflitto di interessi tra Pfizer e FDA e delle implicazioni per la trasparenza nella salute pubblica.
Punti chiave
  • Il report di Pfizer rivela effetti avversi potenzialmente celati.
  • FDA voleva mantenere i dati segreti fino al 2096.
  • Scienziati hanno richiesto dati tramite FOIA senza risposta.
  • Un giudice ha ordinato la pubblicazione di 55.000 pagine al mese.
  • Indignazione pubblica per la mancanza di trasparenza sui vaccini.
L'articolo

Da pochi giorni sono uscite le prime pagine del report relativo ai vaccini contro il COVID 19, che ricordiamo sia la Pfizer sia l’FDA volevano lasciare censurate fino al 2096, e nel mondo si sta già scatenando un putiferio. Insieme alle informazioni relative alla discussa licenza del prodotto farmaceutico ci sono infatti ben 9 pagine di effetti avversi potenzialmente celati alla comunità scientifica e all’utenza, che dimostrerebbero quindi che sia la Pfizer, sia l’FDA  avrebbero esposto i pazienti a rischi consistenti. Ma soprattutto rischi conosciuti e, cosa ancor più grave, taciuti.

Project Veritas aveva già sollevato il problema del mostruoso conflitto di interessi tra Pfizer e FDA, veri e propri partners in business, ed in una intervista a telecamere nascoste con un manager del settore l’uomo aveva dichiarato apertamente che è prassi consolidata e addirittura messa in budget quella di ricompensare con laute somme l’agenzia federale per spingere l’approvazione di un prodotto piuttosto che un altro, senza che lo stesso abbia nemmeno la necessità di passare attraverso l’iter consueto di testing.

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Quindi è semplice immaginare come ottenere quei dati non sia  stato affatto facile, visto che non era nell’interesse delle parti coinvolte, anzi esponeva proprio Big Pharma e l’agenzia governativa FDA alla pubblica gogna.

L’FDA americana aveva richiesto che i dati di Pfizer venissero resi noti solo nel 2096, ben 75 anni dopo la data della fine della sperimentazione nel 2024, in contrasto con quanto inizialmente dichiarato dalla casa farmaceutica che aveva assicurato all’utenza che avrebbe usato assoluta trasparenza prima che il vaccino venisse messo in commercio, e riassicurato che la stessa politica sarebbe stata utilizzata anche dopo.

Nell’agosto del 2020, un gruppo di scienziati provò a fare una prima richiesta al FOIA, sostenendo che nessuna seria ricerca scientifica, monitoraggio attivo o passivo della messa in commercio di un farmaco, possa essere condotto senza avere tutti i dati a disposizione, pena analisi degli stessi viziate da errori a monte.

I medici tuttavia non ottennero  risposta di sorta da parte dell’FDA.

Ci riprovarono quindi  nel settembre del 2021, rappresentati dai loro legali, e dopo aver incontrato il peggior ostracismo possibile da parte dell’FDA, un giudice texano dichiarò non solo  che la richiesta dei medici fosse sensata, ma che l’agenzia americana dovesse necessariamente produrre almeno 55.000 pagine al mese dei documenti in proprio possesso.

Anche se non professionisti, anche se non addetti ai lavori, la domanda sul perché questi documenti siano stati tenuti così gelosamente secretati finché il giudice federale non ne ha ordinato il rilascio è ormai di pubblica discussione. I social stanno letteralmente esplodendo di giustificatissima indignazione e rabbia da parte di coloro che non hanno avuto scelta se non fare l’iniezione, un trattamento a questo punto definibile senza ombra di dubbio “a scatola chiusa”.

Altri invece puntano il dito su chi dovrebbe pagare per questa situazione. Già chi dovrebbe essere ritenuto responsabile per aver conosciuto e taciuto questi documenti, ed i relativi contenuti ? Chi si potrebbe aggiungere alla lista, a parte ovviamente FDA e Pfizer? Sicuramente i media main stream, anche loro impegnati nel mantenere imperterriti la loro narrativa transumante tra vaccini e guerra. Ma con loro viene il lecito sospetto che tutti i governi che hanno imposto questi prodotti, e al contempo colpito duramente colpito i disobbedienti, possano tranquillamente accodarsi.

In una puntata di INFOWARS davvero scioccante, Alex Jones dichiara che da una sua analisi dei dati migliaia di persone sarebbero morte e/o colpite da effetti avversi e che il numero sarebbe stato sapientemente taciuto per non fermare l’inoculazione, una eventualità che avrebbe seriamente alterato le  laute previsioni di vendita di Pfizer e di conseguenza dell’FDA che da Pfizer riceveva in cambio danaro.

Pfizer aveva pensato proprio a tutto. Si era  preoccupata anche che venisse utilizzato un linguaggio appropriato per non creare allarmismi nella popolazione e nei possibili vaccinandi, avvertendo che una terminologia troppo chiara avrebbe da subito fermato o rallentato le vendite.

A parte chiedersi perché questi partners in crime abbiano  spinto questo prodotto farmaceutico in maniera palesemente illecita, e  chiedersi cosa questo prodotto contenesse di così esageratamente importante, ora la vera questione è relativa a chi e quando verrà seriamente investigato per le accuse che probabilmente verranno formalizzate.

Almeno non dovremo aspettare 75 anni.

MARTINA GIUNTOLI

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