Puzzer – Patuanelli: oggi l’incontro tra “la gente come noi” e il governo

Il succo della giornata secondo Repubblica:

– “La protesta di oggi è stata un flop”. Forse non si sono accorti che il Comitato 15 ottobre aveva annullato tutte le manifestazioni già due giorni fa.

– “Solo 12 fogli di via”. Delusione palpabile per il mancato assalto dei black bloc.

– “La gente come noi non muore mai”. Sono anche sordi gli illustri inviati, che dopo tre settimane non hanno ancora capito un semplice ritornello.

– “Trieste capitale dei contagi”. Questo ritornello qui, invece, paiono averlo capito benissimo.

Insomma, chi ancora usa Repubblica per ottenere un’attendibile resoconto di quanto accaduto oggi a Trieste, si ritrova con un concentrato di fake news da fare (quelle sì) spavento. Viceversa, per capire cosa è successo all’incontro della delegazione del Comitato 15 ottobre con il governo, è sufficiente ascoltare quanto riferito alla piazza da Stefano Puzzer: le richieste, molto semplici, sono state quelle che una gran parte degli italiani si attendeva. Immediata abolizione del Green Pass sia sul lavoro che fuori, immediata abolizione dell’obbligo vaccinale per i sanitari; scuse pubbliche del governo per le violentissime cariche della Polizia nello sgombero del porto. Tutto molto semplice, ma se non si può scrivere bisogna per forza parlare delle maestre di yoga e dei picchi di contagi.

Certo, come dicono in Usa “they didn’t send their best”, cioè il governo non ha mandato le sue punte di diamante. Ha inviato a parlamentare coi portuali il povero Patuanelli, Ministro dell’Agricoltura e residente a Trieste. Come a dire: “Vacci tu, già che sei in zona”. Se da una parte il governo ha ceduto andando a Canossa, dall’altra ha voluto ben segnalare che l’importanza che si dà alla cosa è quasi pari a zero. Patuanelli, appunto.

Il quale si è impegnato a portare martedì in Consiglio dei Ministri le richieste del Comitato di Puzzer, che in sostanza rappresenta un po’ tutto il Paese oggi di nuovo in piazza da Siracusa a Padova a Torino (a Trieste no, lì solo le maestre di yoga di Repubblica).

Cosa risponderà il governo? Picche, è la prima risposta che viene in mente a tutti. In realtà, il governo potrebbe invece prendere sul serio quanto richiesto, anche se non immediatamente e non pubblicamente. Dipende tutto da un unico fattore: il porto sta lavorando? Le aziende pubbliche e private, stanno lavorando? Perché in realtà al governo delle piazze non importa un bel nulla; finché ci si limita a stare in piazza a cantare non si reca alcun fastidio. Lo dimostrano i poveri gilet gialli, scesi in piazza per mesi anche sotto la neve e la grandine: cosa hanno ottenuto? Niente.

Tutto dipende invece da quanto funziona il Paese. Da quanto funzionano, in primis, certi servizi strategici nei quali sono coinvolte anche potenze straniere (come il porto di Trieste, appunto). Purtroppo dati precisi non ce ne sono; Puzzer dice che il porto “è aperto”: ma aperto non significa pienamente operativo. Il succo è questo. Andare il sabato pomeriggio in piazza è bello e importante, ma ciò che conta davvero è chi timbra il cartellino il lunedì successivo. E’ tutto qui il “non mollare mai” che potrebbe permettere di raggiungere l’obiettivo.

DEBORA BILLI

Debora Billi

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