Ci chiediamo tutti quale sia la vera ragione di questa furia sanzionatoria, che finisce col colpire più l’Europa o l’America che la Russia. Possibile che i nostri leaders siano così pazzi e ciechi da non accorgersene? Col passare dei giorni, però, comincia a trasparire quale sia il vero obiettivo sottostante: l’occidente sta puntando tutto sulla rimozione di Putin da parte dei russi. Il solito vecchio “cambio di regime”, insomma, che tante soddisfazioni ha sempre garantito a cominciare dal golpe ai danni di Mussadeq in Iran nel lontano 1953 per finire col grande successo della rimozione di Gheddafi che ha reso la Libia un paradiso in terra.

In questi giorni si susseguono le dichiarazioni, in apparenza deliranti, di personaggi di spicco europei e Usa che invocano il golpe in Russia e persino la rimozione fisica del suo Presidente. Jean Asselblom, ministro del Lussemburgo, ieri si è abbandonato ad auspici quali potremmo augurarci che sia eliminato fisicamente da una rivolta per fermare la guerra, (…) sembra essere l’unica soluzione. Anche l’importante senatore Usa Lindsay Graham, repubblicano un tempo vicino a Trump, oggi su Twitter confida nell’assassinio del dittatore:

C’è un Bruto in Russia? Un Colonnello Stauffenberg di maggior successo nell’esercito russo? L’unico modo per finirla è che qualcuno lo faccia fuori. Farebbe al suo Paese, e al mondo, un gran servizio. E Graham, sia chiaro, non è un Razzi qualsiasi: è uno di peso, non uso a queste sparate.

Ma che questa sia la vera intenzione dell’occidente si capisce non solo dalle sparate di qualche esagerato, ma anche dai ragionamenti di leaders più importanti. Josep Borrell, alto rappresentante UE per gli Affari Esteri, ieri ha detto in una nota: Applaudiamo al coraggio dei cittadini russi che osano opporsi pubblicamente alla guerra che Putin sta conducendo contro l’Ucraina, nonostante la censura e la repressione. Applaudiamo ai media indipendenti russi e alle ONG russe che difendono i valori di democrazia, stato di diritto e libertà.

Insomma, si esaltano i cosiddetti “dissidenti” nella speranza che si trasformino in un’ondata grazie anche alle sanzioni. Come faranno i russi senza Netflix? Si saranno detti nei pensatoi strategici. Sicuramente ci sarà una rivolta!

Ma le parole più significative in questo senso le ha pronunciate ieri il Presidente francese Macron. Dopo una lunga telefonata con Putin, che ha dato lustro all’Eliseo come “nuovo mediatore per la pace”, il Presidente ha detto: “Noi non siamo in guerra contro la Russia. Sappiamo tutto quello che ci lega a questo grande popolo europeo che è il popolo russo, che si è tanto sacrificato durante la seconda guerra mondiale per salvare l’Europa dall’abisso. Siamo oggi al fianco di tutti i russi che, rifiutando che venga fatta una guerra indegna in loro nome, hanno lo spirito, la responsabilità e il coraggio di difendere la pace e che lo fanno sapere in Russia e altrove”. 

Un discorso all’apparenza tanto buonista e pacifista, ma che in realtà nasconde l’auspicio: cari russi, noi siamo con voi, se vi ribellate e rovesciate il regime ci fate un favore.

Per riassumere, la strategia è ormai chiara: sanzionare i russi con privazioni su cose piccole che colpiscono i cittadini più che lo Stato (come quelle su gas e finanza, che infatti non vengono implementate), rendere i cittadini russi dei pariah disprezzati e schifati in tutto il mondo, e contare sul fatto che alla fine i russi, stufi di tutto ciò, si rivoltino contro “il dittatore”.

Far fare il lavoro sporco ad altri, opprimere e perseguitare i civili, usarli come arma innocente verso il nemico, precipitare un Paese nel caos, mettere un pupazzo al governo, depredare il suddetto Paese. Siamo alle solite: ai consueti metodi vili e meschini che “il mondo libero” usa per vincere i conflitti, sembrando anche pacifista e accomodante.

Vuoi eliminare Putin? Prendi i carri armati e conquista Mosca, così come fa lui. Oppure tiragli un missile, se hai coraggio. Ma negare le Olimpiadi a ragazzi handicappati, per spingerli a rimuovere il nemico al posto tuo, è quanto di più vomitevole si sia mai visto da quando gli umani hanno inventato le guerre.

DEBORA BILLI

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