Anche la stampa americana, dopo mesi di bassa propaganda, riconosce che Putin ha vinto sul piano geopolitico. Crollano le menzogne di regime in vista delle definizione di nuovi equilibri complessivi che vedranno aumentare il peso specifico della Russia. Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Lanfranco Cirillo, Stefano Orsi e Umberto Pascali

Recentemente, la narrazione occidentale riguardo al conflitto in Ucraina ha subito un cambiamento significativo. Il Wall Street Journal ha riconosciuto che Vladimir Putin emerge come un vincitore sul piano geopolitico, un'affermazione che segna un'inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, durante i quali la figura del presidente russo era stata dipinta come in declino. Questo riconoscimento da parte di una testata di prestigio statunitense sembra riflettere una crescente consapevolezza tra i media occidentali riguardo alla resilienza della Russia di fronte alle sanzioni e alle difficoltà economiche.
Secondo l'editoriale di Gerard Baker, la posizione di Putin è oggi molto più forte rispetto a un anno fa. La controffensiva ucraina, tanto pubblicizzata, si trova in stallo e l'economia russa ha dimostrato una sorprendente capacità di resistenza. In effetti, la Russia ha registrato una crescita economica del 4,8% nel terzo trimestre, un dato che contrasta nettamente con le aspettative di un collasso economico. Questo andamento positivo è attribuito non solo alla capacità di adattamento alle sanzioni, ma anche a un apparato industriale che ha visto una crescita significativa, in particolare nella produzione interna, ora più necessaria che mai.
Inoltre, il contesto geopolitico sta mutando. La Russia sta cercando di stabilire nuovi equilibri globali, cercando di contrastare l'egemonia unipolare anglosassone. Le delegazioni provenienti da diverse parti del mondo, inclusi paesi africani e asiatici, stanno cominciando a mostrare un interesse crescente nei confronti di Mosca, suggerendo una possibile riorganizzazione delle alleanze internazionali. Questo fenomeno è particolarmente rilevante in un momento in cui l'Occidente, pur continuando a sostenere l'Ucraina, sembra affrontare una crescente frustrazione interna riguardo alla durata e ai costi del conflitto.
Negli Stati Uniti, il clima politico attuale presenta segnali di cambiamento. Le divisioni tra repubblicani e democratici riguardo al sostegno a Kiev stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza, e non è chiaro se ulteriori aiuti militari verranno approvati. La situazione è complicata dalla crescente pressione per una maggiore trasparenza sull'uso dei fondi inviati all'Ucraina, un tema che ha sollevato interrogativi tra i legislatori americani. Questo scenario potrebbe portare a un ripensamento della strategia statunitense, con possibili ripercussioni sul fronte ucraino.
In sintesi, il riconoscimento da parte del Wall Street Journal della forza geopolitica di Putin segna un punto di svolta nella percezione occidentale del conflitto in Ucraina. Mentre la Russia continua a consolidare la propria posizione, l'Occidente si trova a dover affrontare una realtà complessa, in cui le sue strategie di contenimento potrebbero non portare ai risultati sperati. La possibilità di un cambiamento nei rapporti di forza globali è sempre più concreta, suggerendo che la guerra in Ucraina potrebbe avere conseguenze durature ben oltre il campo di battaglia.
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