Giugno, mese storicamente legato alle manifestazioni pride.

Ogni anno  lesbiche, gay, bisessuali, transgender, asessuali e non-binari scendono in piazza per celebrare l’accettazione sociale di qualsiasi orientamento sessuale, e come ogni anno, non mancano le polemiche per le “esuberanze” in cui sfociano alcune di queste parate.

E’ polemica, infatti, per l’esibizione di una statua della Madonna a seno nudo esibita a Cremona sabato, il giorno di apertura del pride della città lombarda: una rappresentazione giudicata blasfema dai cattolici e che ha ricevuto numerose contestazioni sui social.

Nel mirino è finito in particolare il sindaco della città, Gianluca Galimberti, per il patrocinio concesso all’evento.

“Sfilare con una statua della Madonna blasfema è per me inqualificabile. Irrispettoso non solo verso chi crede e verso la storia della città, ma, secondo me, anche verso chi ha partecipato al corteo manifestando le proprie idee con rispetto”, ha detto il sindaco dal suo account Facebook.

Le immagini della statua sono rapidamente diventate virali, cosi come il video dove un manichino travestito da immagine sacra viene portato a spalla da quattro ragazzi mascherati, probabilmente per rendersi irriconoscibili quindi consapevoli delle ripercussioni che avrebbe avuto la loro “provocazione”.

In ambito locale anche Giovanni Arvedi, imprenditore dell’acciaio, presidente della Cremonese appena riportata in serie A,  ha espresso stupore e rammarico per il fatto che nessuna autorità sia intervenuta: “questi simboli non hanno nulla a che vedere con la legittima tutela dei diritti e la lotta all’omofonia e alle discriminazioni. Sono immagini stonate perché offendono la sensibilità altrui”. 

Tralasciando le scontate parole di condanna da parte dei vari rappresentanti della destra cattolica, come Meloni e Salvini. neppure Lorenzo Lupoli, presidente del comitato territoriale Arcigay Cremona “La Rocca” si è sentito di sodalizzare con gli autori del gesto: “Non è certo questo il messaggio che il corteo voleva trasmettere”– ha dichiarato in un’intervista. “Alcune persone si sono indignate, legittimamente credo, questi episodi danneggiano anche noi”.

Insomma, che si parli di blasfemia o  di provocazione,  la prima edizione del pride di Cremona altro non è che lo specchio delle mille altre parate  che si sono tenute e si terranno: celebrando la legittimità di una libertà trasversale, non dovrebbero essere derogate le libertà di nessuno.

In altre parole, la richiesta, legittima, di accettazione sociale e  emancipazione di una minoranza  rumorosa non dovrebbe silenziare e sopraffare  i diritti di una maggioranza silenziosa, soprattutto, quando come in questo caso, si offende la sensibilità di chi crede senza alcun motivo, solo per il gusto malsano di attirare l’attenzione.

Cosa centra una statua della Madonna esposta a seni scoperti con le libertà LGBTQ?

ANTONIO ALBANESE

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

  • 3445 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3169 Sostenitori