Pino Cabras accende i riflettori sul sito che ha pubblicato la notizia della chiusura dei conti correnti di Visione Tv. "Collaborano con una realtà editoriale ucraina finanziata anche da Soros, dalla Nato e dal Parlamento europeo..."

Pino Cabras ha recentemente attirato l'attenzione su un episodio che coinvolge la chiusura dei conti correnti di Visione TV, un fatto che ha suscitato preoccupazioni riguardo alla libertà di stampa e alle pressioni politiche in atto. Secondo Cabras, la notizia è stata diffusa da un sito di informazione che collabora con una realtà editoriale ucraina, finanziata da organizzazioni come la NATO, il Parlamento europeo e la fondazione di George Soros. Questa situazione solleva interrogativi sulla trasparenza e sull'influenza esterna nel panorama mediatico italiano.
Cabras ha paragonato i protagonisti di questa vicenda, i coniugi Picerno e Coccia, ai noti influencer Fedez e Ferragni, definendoli i "nuovi Ferragnez" della russofobia in Italia. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pino Picerno, e il marito Massimiliano Coccia, giornalista, sarebbero al centro di una campagna sistematica contro i giornalisti sgraditi, accusati di filorussismo. Questa dinamica, secondo Cabras, ricorda il maccartismo, un periodo storico in cui si perseguitavano le voci dissidenti in nome della sicurezza nazionale.
Il sito di informazione "l'inchiesta", di cui Coccia è parte, è descritto come un organo che non solo promuove una narrativa pro-Ucraina, ma che si avvale anche di finanziamenti da entità esterne, sollevando dubbi sulla sua indipendenza. Cabras ha messo in evidenza come gran parte del fatturato di questo giornale derivi da accordi editoriali poco chiari, alimentando sospetti su chi realmente finanzia e sostiene queste iniziative. In questo contesto, la questione della libertà di espressione diventa cruciale, poiché le voci critiche rischiano di essere silenziate attraverso pressioni economiche e politiche.
La situazione attuale in Europa, secondo Cabras, è caratterizzata da un clima di omertà e conformismo che impedisce un dibattito aperto sulle questioni legate alla Russia e al conflitto ucraino. Le politiche di censura e le campagne di discredito nei confronti di chi propone una visione alternativa sembrano essere in aumento, creando un ambiente ostile per il pluralismo informativo. Cabras avverte che questa tendenza potrebbe portare a misure sempre più coercitive nei confronti di chi dissentisce, minando le basi della democrazia e della libertà di stampa in Europa.
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