di Marco Cosentino.

Un gruppo di ricercatori ha lavorato per circa due anni analizzando in dettaglio i documenti disponibili riguardo allo studio Pfizer C4591001 che ha portato all’autorizzazione prima condizionata/emergenziale e poi definitiva del vaccino covid Pfizer.

Il risultato sono almeno un centinaio di anomalie, alcune formali, molte altre estremamente sostanziali (ma nella sperimentazione clinica dei medicinali la forma è sostanza) che dovrebbero condurre a un immediato riesame di tutta la procedura.

Due anni di lavoro per esaminare una documentazione che FDA dice di aver esaminato e approvato in una settimana.

Tra le tante questioni illustrate, quella che maggiormente mi colpisce è che nello studio clinico è stato usato un prodotto vaccinale preparato con una procedura mentre il prodotto che è stato poi commercializzato è stato allestito con una procedura del tutto differente.

La prima procedura, più lenta, non prevede l’uso di DNA né di sistemi biologici per la produzione degli acidi nucleici, a differenza della seconda che usa colture batteriche e DNA plasmidici, precisamente quelli che vari ricercatori sostengono ora di aver trovato in numerosi lotti del prodotto commercializzato.

Come risultato, il vaccino usato nello studio clinico sarebbe stato molto meno problematico dal punto di vista degli effetti avversi. Ad esempio, avrebbe causato meno linfoadenopatie e minori menorragie, E malgrado questo tra le contestazioni è inclusa la documentazione di molteplici effetti avversi che sarebbero stati fatti passare per segni e sintomi del covid, inclusi alcuni casi di perimiocarditi. Per non dire dei decessi nel corso dello studio, che sono stati riportati con ampio ritardo finendo per portare a sottostimare le morti cardiovascolari.

In pratica, un prodotto è stato sperimentato e uno profondamente diverso è stato commercializzato e somministrato.

Questa è stata l’evidenza sulla base della quale il prodotto è stato imposto in campagne vaccinali universali che hanno incluso vecchi e bambini, realizzate con il ricatto basato sulla minaccia di escludere le persone renitenti dal consesso sociale, privarle del lavoro e di conseguenza dei mezzi di sostentamento riducendole alla miseria.

Di fronte a simili evidenze, diventa uno sforzo improbo e insostenibile mantenere un minimo di fiducia nelle istituzioni e nei media. Diventa soprattutto impossibile per gli addetti ai lavori, primi fra tutti medici e sanitari, credere ancora in un’evidenza fallata e distorta.

Non si può escludere che tra coloro che si sono vaccinati ci siano persone che ne hanno tratto una qualche forma probabilmente limitata e transitoria di protezione, ma certo è sempre stato e oggi se possibile è ancor più moralmente riprovevole negare gli innumerevoli possibili effetti avversi di cui un numero imprecisato ma certo grande di persone ha sofferto e ancora soffre. Danni dovuti a un medicinale mal progettato, frettolosamente sviluppato e infine prodotto su vasta scala in maniera a dir poco approssimativa.

Ognuno tragga le conclusioni che ritiene, ma certo qui ci si trova di fronte a un fallimento senza precedenti dell’intero sistema.

Di seguito, il link alla revisione che mira ad affrontare significative anomalie e discrepanze emerse dall’esame dei dati del trial Pfizer/BioNTech C4591001:
https://openvaet.substack.com/p/pfizerbiontech-c4591001-trial-audit.

Tratto da: https://t.me/MarCosent/3072.

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