Pesanti rincari mondiali del grano. Ci attende una crisi alimentare?

La tempesta travolge gli spaghetti. Le statistiche FAO sui prezzi delle derrate alimentari, aggiornate ieri giovedì 2 settembre, registrano un + 3,1% nell’ultimo mese e soprattutto un +32,9% nell’ultimo anno.

La tragedia per l’Italia è nascosta fra le pieghe di  questi dati: le sfavorevoli condizioni meteo e i cattivi raccolti nei principali Paesi esportatori hanno fatto aumentare il prezzo del grano ancor più della media. E’ rincarato dell’8,8% nell’ultimo mese e del 41,5% nell’ultimo anno.

Secondo la FAO, l’Italia – il Paese della pasta in tavola tutti i giorni – è il quarto importatore mondiale di grano. Significa che il prezzo del nostro pane quotidiano e del piatto nazionale più economico e nutriente dipendono dal prezzo del grano sui mercati internazionali.

I grafici generati dalla pagina FAO dedicata ad importatori ed esportatori delle principali derrate alimentari non hanno un link proprio. Comunque l’Italia ha importato nel 2019 (ultimo anno disponibile) circa 7,5 milioni di tonnellate di grano: la quantità maggiore in tutto il mondo dopo Indonesia, Egitto e Turchia. Se anziché la quantità si considera il  valore, l’Italia è il quinto Paese importatore, preceduta anche dalle Filippine.

L’Italia esporta circa due milioni di tonnellate di pasta, pari a poco meno di un quarto del grano importato. Esporta anche un po’ di pane, di farina e simili: ma sono piccole quantità. Non compare fra i 20 principali esportatori mondiali di grano.

Significa che per mettere insieme il pranzo con la cena agli italiani servono in un anno suppergiù 5 milioni di tonnellate di grano fatte venire da chissà dove (e magari condito al glifosato), ad un prezzo stabilito dai mercati internazionali.  Ora che il prezzo è così nettamente aumentato, le ripercussioni si prospettano pesanti soprattutto per il crescente numero di persone in situazioni economiche precarie che dedicano all’acquisto del cibo una consistente fetta dei magri introiti.

Nel 2011, analoghi rincari delle derrate alimentari diventarono esplosivi in vari Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente: Paesi  grandi importatori di grano (a cominciare dall’Egitto, ora secondo importatore mondiale), nei quali il pane è un cibo di tutti i giorni e con un’ampia fascia della popolazione che spende tutto, o quasi, solo per mangiare.

Le cosiddette primavere arabe portarono, fra l’altro, alla deposizione di Mubarak, al potere in Egitto dal 1981. Chissà se nel futuro italiano, già non troppo roseo, ci attende anche una di quelle “primavere”.

DON QUIJOTE

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