In una guerra combattuta in gran parte nelle stesse trincee della seconda guerra mondiale, con munizioni sovietiche, il vasto afflusso di moderne armi NATO e forniture militari dall’Occidente verso Ucraina ha dimostrato di essere tra i maggiori fattori determinanti se un dato territorio viene perso o vinto, lungo la regione di confine che separa l’Ucraina dalla Russia.

La maggior parte di queste armi e rifornimenti militari si dirige verso il confine con la Polonia, dove gli alleati degli Stati Uniti e della NATO lo fanno passare rapidamente attraverso il confine fin nelle mani dei funzionari ucraini.

Jonas Ohman è fondatore e CEO di Blue-Yellow, un’organizzazione con sede in Lituania che, conoscendone i bisogni, ha fornito ai soldati in prima linea aiuti militari non letali in Ucraina dall’inizio del conflitto contro i separatisti sostenuti dalla Russia nel 2014. Ad aprile, ha stimato che solo il “30-40%” dei rifornimenti in arrivo attraverso il confine ha raggiunto la destinazione finale. Tuttavia sostiene che la situazione sia notevolmente migliorata da allora, e che una quantità molto maggiore adesso arriva dove dovrebbe.

Il governo dell’Ucraina ricorda che l’addetto alla difesa degli Stati Uniti, il generale di brigata Garrick M. Harmon, è arrivato a Kiev nell’agosto 2022 per il controllo e il monitoraggio degli armamenti.

CBS News ha contattato Harmon per un’intervista.mu

Gli Stati Uniti hanno investito oltre 23 miliardi di dollari in aiuti militari da spedire all’Ucraina dall’inizio della guerra alla fine di febbraio, secondo il Kiel Institute for the World Economy, che ha monitorato l’impegno economico da parte di tutti gli stati verso l’Ucraina. Il Regno Unito ha investito 3,7 miliardi di dollari, la Germania 1,4 miliardi di dollari e la Polonia 1,8 miliardi di dollari, seguiti da molti altri paesi con spese decisamente inferiori.

La composizione delle linee del fronte dell’Ucraina in costante mutamento (con le sue forze in gran parte volontarie e paramilitari) ha reso difficile la consegna degli aiuti militari per coloro che provano a passare lungo le linee di rifornimento ed arrivare a destinazione. Alcuni hanno espresso la proccupazione che le armi potessero finire al mercato nero ucraino, che ha prosperato anche grazie alla corruzione in seguito al crollo dell’Unione Sovietica.

Ohman fa affidamento in gran parte a canali non ufficiali per consegnare i rifornimenti, che possono includere qualsiasi cosa, da telescopi e radio per la visione notturna a giubbotti in kevlar, elmetti balistici e droni moderni, che si sono rivelati essenziali strumenti aerei per superare gli stalli sul campo di battaglia. Lo status di ONG del suo gruppo non gli permette di consegnare “armi letali”.

“Ci sono come dei signori del potere, degli oligarchi, degli attori politici sul posto”, ha detto Ohman ad aprile, descrivendo la corruzione e la burocrazia che ha dovuto aggirare. “Il sistema stesso funziona in un modo del tipo, ‘Noi siamo le forze armate dell’Ucraina, se le forze di sicurezza lo vogliono, beh, gli americani ce lo danno.’ È un po’ come sottostare ad un continuo gioco di potere, ma alla fine poi la gente ha bisogno delle cose e quindi vengono da noi”.

Andy Millburn è un colonnello della Marina degli Stati Uniti in pensione che ha prestato servizio in Iraq e Somalia e ha recentemente fondato il Mozart Group, una compagnia dedicata all’addestramento di soldati ucraini in prima linea. Si è recato in Ucraina dopo l’invasione russa e ha stabilito una base nella capitale Kiev.

“Se fornisci forniture o un gasdotto logistico, ci deve essere un’organizzazione dietro, giusto? Se sei disposto a essere coinvolto solo fino al confine ucraino, la sorpresa non è che la roba non arrivi, quanto che arrivi piuttosto”, ha detto Millburn.

Se la politica degli Stati Uniti è quella di sostenere l’Ucraina nella difesa del suo Paese contro la Federazione Russa, non ci si può fermare a metà strada. Non puoi creare confini artificiali. Capisco che le truppe statunitensi non stiano combattendo direttamente i russi. Capisco quindi che anche l’esercito statunitense non possa andare oltre. Ma perché non mettere almeno delle persone sul posto al fine di supervisionare il paese? Possono essere semplici civili che si assicurano che le cose vadano per il verso giusto”, ha detto.

A luglio, l’ambasciatrice Bonnie Denise Jenkins, sottosegretario per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha affermato che “il potenziale di deviazione illecita di armi si colloca tra una serie di considerazioni politico-militari e umanitarie”.

Ma ha aggiunto: “Siamo fiduciosi per l’impegno profuso da parte del governo ucraino al fine salvaguardare e rendere conto in modo appropriato delle apparecchiature di difesa di origine statunitense“.

L’Ucraina ha creato una commissione speciale temporanea per monitorare il flusso di armi all’interno del Paese. Tuttavia, gli esperti di armi affermano di aver già visto situazioni come questa.

“Ogni paese e ogni situazione sono diversi, ma sicuramente se mi guardo indietro, l’Iraq è un altro paese in cui ci sono state consegne di armi regolari. Abbiamo visto arrivare molte armi nel 2003 con l’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti, e poi è arrivato il 2014 quando l’Isis ha preso il controllo di gran parte del paese e ha rastrellato grandi scorte di armi che erano state destinate alle forze irachene“, ha affermato Donatella Rovera, consulente di Amnesty International per le crisi, che ha monitorato le violazioni dei diritti umani in Ucraina.

“Più di recente, abbiamo assistito alla stessa situazione in Afghanistan”, ha detto a proposito del ritiro degli Stati Uniti e della conquista del paese da parte dei talebani. “Dovrebbero essere messi in atto meccanismi di controllo per evitarlo”.

Questo è uno dei motivi per cui dobbiamo vincere la guerra“, ha detto Ohman. “Se perdiamo la guerra, se abbiamo questo scenario da zona grigia o qualcosa del genere, ebbene, se accade questo, si raduneranno molte risorse letali in un dato posto e si perderà tutto. E dovremo affrontarne le conseguenze.”

di ADAM YAMAGUCHI, ALEX PENA, traduzione MARTINA GIUNTOLI

  • 4554 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3565 Sostenitori
 
 

Ultimi Video