Papa in Slovacchia: green pass troppo talebano, i fedeli scappano

Grande è l’entusiasmo per i viaggi papali. Centinaia di migliaia, talvolta milioni di persone, si affollano in ogni località del mondo quando arriva benedicente il Santo Padre.

O meglio, si affollavano. Sta facendo rumore, infatti, il caso del prossimo viaggio papale in Slovacchia dal 12 al 15 settembre: erano attese 350mila persone agli eventi in programma, se ne sono prenotate appena 46mila. Bergoglio non pare destare lo stesso entusiasmo dei suoi predecessori, e gli organizzatori si sono ritrovati in preda al panico all’idea di affrontare un simile clamoroso flop. Poi è subentrato un dubbio, di quelli fantozziani: non saranno le regole un tantino troppo stringenti a scoraggiare la partecipazione dei fedeli? Effettivamente… eccole qua:

Come annunciato da tempo, potranno entrare nelle aree degli eventi solo le persone completamente vaccinate, ovvero che  hanno ricevuto la seconda dose di un vaccino anti-Covid da almeno 14 giorni, che hanno ricevuto il vaccino a dose unica Johnson da almeno 21 giorni, o che hanno ricevuto la prima dose del vaccino da almeno 14 giorni entro 6 mesi da quando sono guariti dal COVID-19.

Regole demenziali, che scoraggerebbero anche i 12 apostoli. Così, ecco la rapida retromarcia: da ieri gli slovacchi possono accedere agli eventi papali anche se in possesso di solo tampone o certificato di guarigione. Sospiro di sollievo per tutti, flop (sperabilmente) evitato.

Cose che succedono anche ai più cattolici, quando si diventa troppo talebani.

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