Li chiamano Origami Millirobot e sono ovviamente presentati come una grande conquista della scienza fatti per il nostro bene. Si tratta di un microscopico robot in grado di rilasciare farmaci all’interno del nostro corpo sviluppato dall’Università di Stanford.

La descrizione di questo arnese è stata pubblicata dalla rivista scientifica Nature Communications. Si tratta di un piccolissimo robot, che sta sulla punta di un dito, il quale, usando magneti e strutture pieghevoli come origami per muoversi liberamente all’interno del corpo umano, rilasciando i farmaci che trasporta solamente una volta raggiunto l’obiettivo. La mente del progetto, l’ingegnere sinoamericana Renée Zhao spiega che “he a differenza delle pillole inghiottite o dei liquidi iniettati, questo dispositivo trattiene il farmaco finché il robot “non raggiunge il bersaglio e poi lo rilascia ad alta concentrazione. È così che il nostro robot ottiene una somministrazione mirata di farmaci”.

L’equipe, guidata dai ricercatori Qiji Ze e Shuai Wu, hanno inoltre spiegato che questi aggeggi potrebbero portare anche telecamere e diventare utilissimi per le diagnosi. Bene, bravi, bis. Ma c’é qualcosa di inquietante in tutto questo: robot nel nostro corpo? Addirittura con delle telecamere?

Questo avviene non solo in America: anche il Max Planck Institute di Monaco di Baviera sta sviluppando i suoi microrobot per “medicina non invasiva” e, ovviamente, la Cina sta sviluppando questa tecnologia (notiamo che anche il team di ricercatore della Stanford University sia di fatto composto da americani di origine cinese).

Ovviamente quello che apparentemente può sembrare una conquista scientifica e medica mostra anche l’altra faccia della medaglia. Dopo l’esperienza vaccini Pfizer diventa sempre più difficile fidarsi dei ricercatori medici, non pensare che ci sia sotto un secondo fine. E arriva la domanda: serviranno solo per curare o anche per controllare?

Ovviamente questo richiama alla mente diverse teorie “complottiste” come quelle riguardanti il 5G che finirebbe per essere una specie di strumento per il controllo mentale. La letteratura su questo è molto vasta, basti pensare a tutto quello che è stato scritto sul progetto di controllo mentale “Monarch” (e il fatto che la rete 5g si chiami proprio “Monarch” come la “teoria complottista sul controllo mentale) cosa potrebbe capitare con dei robot nel nostro corpo, muniti addirittura di telecamere? Geolocalizzazione? Una sorta di microchip mascherato da faccenda medica?

Già si stanno sdoganando i microchip sottopelle per pagare figuriamoci questi che sono fatti “per la nostra salute”

Si va verso l’espropriazione del corpo, e il controllo di massa. Ovviamente non te lo possono dire apertamente e allora si usa la scusa più facile, che in questi due anni ha funzionato benissimo: la salute.
Notiamo anche, nel caso della ricerca di Stanford, la ripetizione del copione di Wuhan: soldi americani e manodopera cinese. Le due Nazioni che, di fatto, stanno investendo più di tutte sul controllo di massa del cittadino. Sta diventando, per i “complottisti”, tutto sin troppo prevedibile

ANDREA SARTORI

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