Avete notato? Da quando è cominciata la guerra in Ucraina, sono magicamente quasi sparite le mascherine in strada. Tutti gli zelanti che continuavano ad indossarla malgrado l’abolizione dell’obbligo, ora non ne sentono più il bisogno. Sono gli stessi che seguono avidamente i messaggi televisivi, per cui nella loro testa deve essere scattato il clic “se la tv non ne parla più, allora non serve più”.

Il micidiale meccanismo del Green Pass, degli obblighi ai lavoratori, dell’oppressione dei nonni in Posta rimane però immutato: non sarà una guerricciola a far decadere le persecuzioni verso i cittadini italiani che tante soddisfazioni hanno arrecato alla sadica classe dirigente del Paese. Neppure le bombe atomiche riuscirebbero a convincerli che ora basta. D’altronde, da gente sfacciata come il nostro Draghi che ha il coraggio di asserire “La guerra in Ucraina è un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia, come aspettarsi un comportamento sensato? Lo stesso Draghi ha appena ricordato che lui è dispostissimo ad approvare i sacrifici che poi dovranno fare gli italiani. Non voglio qui menzionare l’aforisma romano reso immortale dal faccendiere Stefano Ricucci, perché sono una signora; però ci starebbe benissimo.

Però… c’è un però. La macchina perfettamente oliata del lavaggio del cervello mediatico si sta rivoltando contro lorsignori. Finché era solo Covid 24/7, era anche tutto un mascherine/vaccini e dalli al novax; non appena si è smesso, cadono le maschere e ci si dimentica di vaccinarsi (i russi, invece, sono i nuovi “novax” da perseguitare). La guerra è appena cominciata, non si sa neanche se durerà, ma negli hub del generale Figliuolo si è già prodotto il deserto. Lo racconta il Sole24Ore: dall’inizio di febbraio, il mese in cui sono entrate in vigore le oppressioni peggiori, si è verificato un crollo sia delle prime che delle terze dosi. Crollo che è diventato una valanga nell’ultima settimana, quando si sono sottoposte alla prima dose appena 49mila persone. E dire che i “novax”, compresi i bambini, sono ancora ben 5 milioni. A tutti costoro vanno aggiunti quelli senza terza dose (sottoposti alle medesime vessazioni, ricordiamolo), circa 14 milioni. Un terzo degli italiani è senza Pass, e sembra che non importi un bel nulla a nessuno.

Sicuramente c’è tanta resistenza. Ma anche tanta influenza dei media: chi non ha fatto la terza dose ora sta pensando che la guerra distrarrà l’attenzione dalla furia vaccinale, e quindi perché sottoporsi? Non a torto, forse.

Forse. Perché 20 milioni di persone senza Green Pass implicano danni enormi all’economia, a cui si aggiungono quelli ancora più enormi arrecati dagli imminenti razionamenti, blackout, sanzioni e altre vessazioni all’indirizzo dell’Italia (molto più che della Russia) e delle sue categorie produttive, nonché del funzionamento come Nazione. E siccome la classe dirigente stile Zelenski che ci governa sembra puntare proprio al sistematico disfacimento del Paese, il mix sanzioni + green pass deve apparire come manna da cielo. La fast track del disfacimento.

DEBORA BILLI

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