In Afghanistan, i talebani sono riusciti a ridurre ai minimi termini la coltivazione di papaveri da oppio, dai quali si ricava l’eroina. Lo constata il quotidiano britannico Telegraph. Durante l’occupazione dell’Afghanistan, gli Stati Uniti spendevano 1,5 milioni di dollari al giorno per la sola guerra dell’oppio: ma i papaveri fiorivano come non mai.

Anche nella lotta alla droga, le famose milizie in ciabatte hanno sconfitto gli Stati Uniti: quando si dice il crollo di un impero… E non solo. Per vent’anni ci hanno detto che dietro alla coltivazione dei papaveri da oppio in Afghanistan c’erano proprio i talebani. Adesso, che cosa dobbiamo pensare?

I TALEBANI CONTRO L’OPPIO

Vengono (o venivano) dall’Afghanistan circa i quattro quinti della produzione mondiale di oppio. Destinazioni principali: Europa, penisola arabica, India. Nell’aprile 2022, circa otto mesi dopo la precipitosa e caotica fuga degli statunitensi da Kabul, i talebani hanno vietato la coltivazione dei papaveri da oppio. E, soprattutto, come riferisce il Telegraph, hanno fatto rispettare il divieto, distruggendo i campi e talvolta arrestando i trasgressori. Risultato: la coltivazione è diminuita dell’80%.

I dati del Telegraph smentiscono il fosco quadro tratteggiato dall’ultimo rapporto che l’Unodc, l’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, ha dedicato all’Afghanistan. Porta la data del novembre 2022 e si riferisce al raccolto di quello stesso anno, derivante dalle semine 2021 e ancora sostanzialmente non toccato dal divieto dei talebani.

IL RAPPORTO UNODC SULL’OPPIO

Il rapporto Unodc parla di seminativi aumentati del 32% e di ricavi triplicati nel 2022. Descrive contadini che, per campare, possono solo coltivare oppio. Tratteggia un Afghanistan alle prese con un disastro economico dopo il ritiro statunitense. Induce così a supporre – anche se non lo scrive – che, nonostante il divieto, la produzione fosse destinata ad aumentare ancora. E invece…

C’è un particolare curioso nel rapporto. Si tratta del grafico storico relativo alla produzione di oppio in Afghanistan. È qui sotto. L’area verde si riferisce alla superficie coltivata a papaveri; la linea viola, al quantitativo prodotto. Fino al 2001, anno dell’intervento statunitense in Afghanistan, questa attività era tutto sommato contenuta: risultava quasi azzerata in quello stesso 2001. In seguito si è impennata.

LA CAMPAGNA DEGLI USA

Eppure gli Stati Uniti spendevano in Afghanistan 1,5 milioni di dollari al giorno per contrastare la coltivazione dei papaveri da oppio. La cifra, già citata nelle prime righe, è in un articolo della Bbc datato 2019, che constata il fallimento di questa campagna.

Gli Usa, insieme ai britannici, hanno invano dispiegato tutti i loro poderosi mezzi contro i papaveri da oppio. Lo racconta un servizio del Washington Post, anch’esso del 2019. Pagavano profumatamente i contadini affinché non coltivassero papaveri o bruciassero i raccolti; bombardavano i laboratori clandestini, salvo poi scoprire che erano vuoti e abbandonati; assoldavano mercenari per distruggere i campi. Invano.

GIULIA BURGAZZI

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