I vaccini bivalenti sbarcano in Italia. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato loro il via libera in data 5 settembre, a seguito di un’apposita seduta della sua Commissione tecnico-scientifica. I prodotti così approvati si chiamano booster bivalenti Comirnaty e Spikevax.

La Commissione ne ha motivato l’approvazione sostenendo che i nuovi farmaci hanno gli stessi dati sulla sicurezza dei vaccini precedenti, ma con una maggiore capacità di sviluppare una risposta anticorpale verso la variante Omicron BA.1 e le sotto-varianti BA.4 e BA.5.

Come a ogni inizio di campagna vaccinale, attualmente la dose booster aggiornata è consigliata in primis agli over 60 e a tutti quei soggetti che vengono definiti fragili: sempre secondo le direttive di Aifa, il resto della popolazione potrà essere immunizzata su consiglio del proprio medico di fiducia o comunque come scelta individuale.

L’ok ai booster bivalenti, già arrivato nei giorni scorsi da parte di Ema (Agenzia europea del farmaco) e Fda (la Food and drug administration americana) oltre che dall’Aifa, si basa in realtà su due presupposti dimostratisi parecchio discutibili, e tutt’altro che consolidati all’interno della comunità scientifica.

Innanzitutto la questione sicurezza. Molti esperti – italiani e non – si sono mostrati estremamente scettici fin dall’inizio della campagna vaccinale riguardo la tecnologia ad mrna: non se ne conoscono gli effetti a medio e lungo termine, né vi sono studi che siano durati abbastanza a lungo per ottenere dati chiari e successivamente validati con peer review. Per approfondire l’argomento, qui si trova il link alla puntata di Dietro il sipario intitolata “Ritirate i vaccini a mrna”.

Cresce di giorno in giorno anche il numero degli scienziati che per principio di precauzione vorrebbe che le inoculazioni fossero sospese. Oltre al principio di precauzione, c’è poi l’aumento consistente di effetti collaterali importanti verificatisi nel breve periodo. La magistratura sta iniziando a prendere in considerazione casi di morti sospette, mentre in passato eventi di questo tipo venivano frettolosamente archiviati come privi di un nesso causale con la vaccinazione.

In secondo luogo c’è la questione dell’efficacia dei sieri. Perché un cittadino dovrebbe accettare l’inoculazione di un prodotto ad mrna, approvato in via emergenziale, se poi lo stesso non garantisce l’immunità dalla malattia? Che i soggetti vaccinati si ammalano lo stesso, e quindi contagiano e possono contagiare, è cosa ormai risaputa.

Per quanto riguarda in particolare l’efficacia dei booster bivalenti, è incredibile come Aifa, per giustificarne l’immissione sul mercato, vada in direzione opposta rispetto alle evidenze pubblicate su Nature, secondo cui i nuovi vaccini aggiornati non proteggono da virus e varianti più dei vecchi vaccini.

Inoltre uno studio su topi di laboratorio, inoculati con i nuovi prodotti appena approvati, ha mostrato che tutti gli animali si sono puntualmente ammalati di Covid nonostante la somministrazione del farmaco, con una conta virale molto alta sia nelle alte che nelle basse vie respiratorie.

Pare proprio di trovarsi per l’ennesima volta davanti ad una scelta politica e sociologica più che strettamente scientifica e medica.

Come forse auspicato dal ministro della Salute Roberto Speranza, la politica potrebbe dunque utilizzare ancora la spada di Damocle vaccinale, da imporre eventualmente in cambio di un allentamento delle restrizioni. E nel frattempo la società si trova nuovamente davanti a Big Pharma, che sforna prodotti dalla dubbia sicurezza e altrettanto dubbia efficacia, per ricordare a tutti che il Covid esiste ancora e il sogno di inoculazione perpetua dei cittadini resta.

 

MARTINA GIUNTOLI

 

 

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