Come tutti sanno Facebook è molto severa sui contenuti che incitano all’odio xenofobo. I mitologici standard della Community sono chiari: “definiamo l’incitamento all’odio come un attacco diretto rivolto alle persone (piuttosto che a concetti o istituzioni) sulla base di quelle che chiamiamo caratteristiche protette: razza, etnia, nazionalità, disabilità, affiliazione religiosa, casta, orientamento sessuale, sesso, identità di genere e malattie gravi. Definiamo l’attacco come discorsi violenti o disumanizzanti, stereotipi offensivi, affermazioni di inferiorità, espressioni di disprezzo, disgusto o rifiuto, imprecazioni e incitazioni all’esclusione o alla segregazione.” Le misure sono talmente severe che l’algoritmo scatta in automatico se usi quella famosa parola che inizia per n e definisce il colore della pelle degli africani sub-sahariani, anche quando questa parola è solo un cognome italiano molto comune.

Oggi questi standard della Community fanno un’eccezione: ovviamente per i russi. Da email interne all’azienda di Zuckerberg si evince l’intenzione di permettere che l’incitamento all’odio etnico verso i compatrioti di Tolstoj e Dostoevskij non sia più “crimine d’odio”. Lo riporta la Reuters in un articolo esclusivo.

Temporaneamente saranno permessi post che incitano ad uccidere il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. Oddio, provate a fare lo stesso con un qualsiasi altro capo di Stato e vediamo se non vi trovate la Digos in casa. Ma sarebbe ancora la cosa meno grave, e comunque i mitologici standards della community sono chiari sul fatto che si possono odiare le istituzioni. Il problema è l’odio verso i russi in quanto tali. E qui abbiamo un triplo salto carpiato: si può incitare alla morte degli “invasori russi”. Il busillis starebbe nel fatto che per “invasori” non si intenderebbero i civili russi. Ma è una linea davvero sottile e ai limiti del capzioso. Inoltre abbiamo visto cose paradossali come censurare la canzone “I Watussi” di Edoardo Vianello, che parla del popolo africano anche con simpatia, per l’uso della mitica parola con la mentre non si va tanto per il sottile coi russi?

Molto grave. E boomerang: la guerra in Ucraina non è per nulla popolare in Russia, per svariati motivi (economia a pezzi, famiglie russo-ucraine spaccate) ma così facendo non allontani certo i russi dal loro presidente. Poi vi è da dire che c’é una forte componente nazista in Ucraina, e i nazisti non hanno mai distinto tra militari e civili. Hanno sempre predicato lo sterminio di determinati popoli in quanto tali.

La cosa è comunque gravissima se pensiamo a quel che è successo negli anni scorsi. Dopo l’11 settembre e gli attentati a Charlie Hebdo ci si sgolò per fa sì che non si confondessero i musulmani coi terroristi e Oriana Fallaci venne attaccata per aver generalizzato nei suoi pamphlet. Ricordate l’hashtag #abbracciauncinese dopo i fatti di Codogno? Le Lucarelli e i Formigli con gli involtini primavera? Giustissimo. Ma deve valere per tutti, russi compresi, che sono persone che non necessariamente coincidono col governo. Altrimenti cosa dovrebbero scrivere i greci su di noi dopo quello che han subito per colpa di Draghi?

Inoltre questa cosa del permettere di scrivere “morte all’invasore russo” è un boomerang. Allora un iracheno o un afghano potrebbe tranquillamente scrivere “morte all’invasore yankee”. O tutti o nessuno.

In chiusura notiamo come gli standard della community di Facebook dicano anche che sono vietate “incitazioni all’esclusione e alla segregazione“.

Ora mi domando: quanti post che incitavano alla segregazione dei cosiddetti no vax, anche portate avanti da esponenti politici, sono state segnalate?

ANDREA SARTORI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV, con i contenuti esclusivi del nostro inviato in Ucraina Giorgio Bianchi

Che ne dici di una piccolissima donazione? Il tuo aiuto è indispensabile per portare avanti la controinformazione in un momento così critico! Clicca qui per dare una mano, e mille grazie

  • 3573 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3218 Sostenitori