“Wikipedia è un”enciclopedia online, libera e collaborativa. Chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove, affrontando sia gli argomenti tipici delle enciclopedie tradizionali”.

Cosi si presenta la più famosa e  probabilmente, più consultata fonte di informazioni online, quello che con il tempo e , appunto, con il contributo di moltissimi volontari nel mondo, è diventato il sito che aggrega insieme più informazioni di quante se possano trovare sparse nel web.

Grazie ad un tweet scopriamo che la pagina relativa alla vicenda che  degenerò  fino morte di 42 persone, quello che in fino ad oggi è stata chiamata “strage di Odessa” diventa oggi, per Wikipedia il “rogo di Odessa”. Potrebbe trattarsi di un intervento spot, ma sono ormai più di 24 ore e il cambiamento è rimasto così.

Qualcuno penserebbe che si stia trattando di questioni di lana caprina ma cosi non è in realtà, almeno secondo chi scrive.

Riconosciamolo:  è  ben diversa la reazione, la sensazione, che suscita nel lettore, la parola “strage” rispetto ad un ben più generico, e politicamente (s)corretto, “rogo”.

Ma anche fermandosi alla sola semantica il dizionario Treccani, definisce “strage”, come primo significato in  “Uccisione violenta di parecchie persone insieme”, oppure leggendo ancora “il più grave dei delitti contro l’incolumità pubblica, consistente nel compiere coscientemente atti che possono creare pericolo per la vita e l’integrità fisica della collettività e determinare eventualmente la morte di una o più persone, o insieme di atti terroristici diretti a destabilizzare l’ordine costituito, e in cui si ritiene siano implicati come mandanti o complici organi e personalità dello stato”. Nel dizionario si fa espressamente come esempio la “strage delle Torri gemelle”(Ndr).

Sempre dal Treccani per rogo si intende: “La catasta di legna per cremare i cadaveri:  o per bruciare vivi i condannati a morte, e la pena stessa (, per es., negli statuti e nelle leggi degli stati anche italiani durante il medioevo e fino al Seicento per alcune specie di delitti, come eresia, stregoneria, sodomia, ecc.).

Che questa differenza sia sostanziale, al di la della grammatica o semantica, è evidente anche nel momento in cui noi stessi oggi, cercassimo su Google – che mantiene per suo limite tecnico per un po di tempo i titoli precedenti di un articolo prima che con il tempo venga aggiornato in automatico- “Rogo di Odessa” oppure “Strage di  Odessa”: a questo link troverete la versione precedente della voce , di seguito invece troverete la nuova pagina aggiornata  confezionata come un abito su misura del neo-maccartismo e russofobia del Draghistan.

I tempi che viviamo, di cui questa vicenda è solo un frammento, potrebbe benissimo essere contenuti nelle pagine  di un romanzo orwelliano mai scritto, costruito su regole che cambiano in continuazione per accomodare e conformare la narrazione unica fatta di utopia negativa, di totalitarismo.

Chi ha modificato il titolo della pagina di Wikipedia l’ha fatto con dolo, sapendo quale fosse la sottile differenza tra le  due parole, su questo non credo ci sia dubbio alcuno: da “un massacro avvenuto ad Odessa presso la Casa dei Sindacati ad opera di estremisti di destra, neonazisti e nazionalisti filo occidentali ucraini ai danni dei manifestanti sostenitori del precedente governo filo russo….” si è passati ad un più  docile “incendio verificatosi il 2 maggio 2014 presso la Casa dei sindacati di Odessa, in Ucraina, a seguito di violenti scontri armati fra fazioni di militanti filo-russi e di sostenitori del nuovo corso politico ucraino….”

Scompaiono i neonazisti, gli estremisti di destra, che lasciano il posto a più generici scontri armati tra fazioni. Scompare il massacro, il sacrificio di quelle persone , il loro ricordo come martiri per una causa  ne risulta svuotata di significato: non c’è più posto per i  linciaggi e le violenze nei confronti degli aggrediti, non c’è più posto per le aberrazioni per la sofferenza patita da un popolo che oggi non vede raccontata la propria storia neppure nella più grande tra le fonti consultate su internet da chi vorrebbe approfondire.

ANTONIO ALBANESE

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