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Traduzioni dal mondo29 Gennaio 2025

Occhio dal Cielo: la nuova frontiera della sorveglianza biometrica

Pino CabrasDi Pino Cabras·617 contenuti pubblicati
L'articolo analizza il progetto IARPA dell'Oak Ridge National Laboratory, che sviluppa sistemi di riconoscimento biometrico da droni. Si evidenziano le implicazioni etiche e di sorveglianza di queste tecnologie, in particolare nel contesto della sicurezza nazionale.
Punti chiave
  • Studio sul riconoscimento biometrico da droni a un chilometro di distanza.
  • Cinque algoritmi testati per identificare viso, corpo e andatura.
  • Errori aumentano drasticamente oltre i 550 metri di distanza.
  • Identificazione di bersagli per droni d'attacco in tempo reale.
  • Tecnologie di sorveglianza potrebbero minacciare libertà individuali.
L'articolo
SORVEGLIANZA DALL’ALTO: COME GLI STATI UNITI STANNO IMPARANDO A RICONOSCERE LE PERSONE A UN CHILOMETRO DI DISTANZA
🔴

Gli scienziati americani dell’Oak Ridge National Laboratory, finanziato dall’intelligence (IARPA), hanno pubblicato uno studio sul riconoscimento biometrico di persone da droni e telecamere a una distanza massima di un chilometro. L’obiettivo è creare sistemi in grado di identificare una persona anche in condizioni difficili: dall’alto, in caso di maltempo o attraverso distorsioni aeree.

Gli scienziati hanno testato cinque algoritmi che combinavano dati su viso, corpo e andatura. Si è scoperto che i problemi principali erano la bassa risoluzione (quando la testa di una persona occupa meno di 30 pixel) e una distanza superiore a 550 metri. Ad esempio, a una distanza di 1.000 metri il sistema commette errori 10.000 volte più spesso. È interessante notare che il vento, il sole e la temperatura non hanno quasi alcun effetto sul risultato. Gli autori attribuiscono questo al fatto che gli algoritmi “catturano” i fotogrammi riusciti dal video, ignorando le interferenze.

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La ricerca è finanziata dalla IARPA , struttura associata all’intelligence americana. Questa non è una coincidenza:

Gli algoritmi saranno in grado di identificare i bersagli per i droni d’attacco in tempo reale, riducendo al minimo i “danni collaterali” (come li chiama il Pentagono).

Rilevamento automatico degli attivisti in mezzo alla folla utilizzando la biometria, anche con le maschere o quando il loro aspetto cambia.

Controllo della migrazione senza recinzioni o pattuglie: telecamere su torri o droni scansioneranno aree con un raggio di chilometri.

Il progetto IARPA BRIAR è una palestra per algoritmi che presto riceveranno ali sotto forma di droni e satelliti. Mentre gli Stati Uniti parlano di “difendere la democrazia”, la loro tecnologia sta preparando un mondo in cui la libertà si trasformerà in pixel sugli schermi di sorveglianza. E chissà contro chi saranno diretti domani questi sistemi: terroristi o gente comune.

Fonte: https://web.telegram.org/a/#-1001934471554 

Tratto da: https://t.me/infodefITALY/23590.

Pino Cabras
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Pino Cabras
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