Non tutto il mondo è Paese: le mille resistenze americane alla dittatura globale

Ieri 24 novembre il primo ministro italiano Mario Draghi ha tenuto la sua ennesima conferenza in cui ha tracciato le caratteristiche di quello che sarà incluso nel prossimo decreto legge in materia di COVID e di misure di contenimento. Due sono i punti salienti che balzano agli occhi: il primo punto riguarda l’ennesima non osservanza delle norme costituzionali da parte delle istituzioni italiane, il secondo invece riguarda la modalità comunicativa che il Primo Ministro ha utilizzato davanti allo schermo e che per la prima volta in maniera così palese ha operato una divisione netta tra un “noi” ed un “voi” con la creazione di un’apartheid politicamente autorizzata. Apartheid che si sta verificando in tutta Europa e in mezzo mondo.

Fortunatamente, almeno per questa volta, non è vero che tutto il mondo è paese, poiché ci sono luoghi del pianeta  in cui i governanti hanno anteposto il benessere e la libertà dei propri cittadini al mero tornaconto economico personale. Questo non è avvenuto nel vecchio continente, però,  infatti tutti gli stati in Europa, chi prima, chi dopo, paiono aver seguito lo stesso copione standard. Anche coloro che inizialmente sembravano rimasti più liberi e fedeli al mandato cittadino, come la Svezia, poi si sono uniformati al diktat generale. Se vogliamo avere esempi di coraggio e di governo contro tendenza dobbiamo quindi  spostarci altrove, in un altro continente, negli Stati Uniti.

Sono due gli Stati che si sono opposti in maniera decisa alle limitazioni dei diritti dei cittadini , uno è il Texas e l’altro è la Florida, dove entrambi i governatori si sono adoperati per disconoscere , e quindi non applicare , tutto quello che il governo federale faceva loro arrivare a cascata da Washington DC. Il governatore del Texas Gregg Abbott, repubblicano, si è dapprima opposto all’obbligo di mascherina e di distanziamento sociale, poi si è adoperato contro il mandato vaccinale emanando ordini esecutivi che proteggessero i propri cittadini. Questo è stato fortemente apprezzato dalla popolazione locale che ha percepito il proprio stato come baluardo a difesa della costituzione, un’oasi felice in mezzo al mondo che sembra cadere a pezzi. Da uno stato come il Texas che è da sempre molto legato alle tradizioni ci si poteva aspettare una impostazione del genere. Si pensi che addirittura, in piena emergenza COVID, Abbott si è fatto promotore di una legge per il divieto di aborto dopo la sesta settimana di vita del bambino, una legge questa apertamente in contrasto con la libertà di “aborto sempre e comunque garantito” , idea fortemente voluta e promossa dai globalisti, al grido di “my body, my choice”.

Questo tipo di condotta certamente non e’ stata molto apprezzata da Biden e dall’establishment di Washington tant’è che le due parti, Abbott da una lato e Biden dall’altro, si sono scontrate in battaglie legali durissime. Ad oggi, tra ricorsi, denunce e ordini esecutivi, lo stato del Texas è di fatto libero da qualsiasi imposizione di natura liberticida, e, strano ma vero, anche con tassi di contagio COVID praticamente irrilevanti, considerazione questa affatto priva di importanza , poiché testimonianza diretta è indiscutibile del fatto che non occorre seppellire il buon senso e il rispetto della persona per gestire una emergenza, quale che sia la natura dell’emergenza stessa.

Sulla costa orientale, invece, un altro baluardo di libertà è Ron Desantis, governatore repubblicano della Florida, il quale si è distinto in molteplici occasioni per la sua vena apertamente sarcastica contro il governo federale.  In Florida egli ha ribattuto colpo su colpo ad ogni singolo provvedimento proposto da Washington, dall’obbligo di mascherine a scuola, all’obbligo del distanziamento, all’obbligo di massima capienza, fino più recentemente all’obbligo vaccinale. È di appena due giorni fa la notizia che De Santis ha messo nero su bianco una legge che fa cessare l’obbligo vaccinale per i dipendenti di Disneyland, mostrando quindi non solo di voler tutelare le libertà degli adulti, ma conseguentemente anche quella dei bambini. E che De Santis amasse i bambini coraggiosi ne abbiamo avuto prova concreta recentemente. È di qualche giorno fa infatti la notizia che il governatore ha apertamente appoggiato una ragazzina, Fiona Lashells, espulsa dalla classe ben 36 volte per non aver indossato la mascherina.

“I dirigenti scolastici dovrebbero vergognarsi, loro in giro con il volto scoperto, mentre obbligano gli studenti a indossare la mascherina. ” Sembra impossibile ma ci sono state , e ancora ve ne sono, scuole in Florida che, nonostante gli ordini esecutivi emanati dal governatore per sospendere e dichiarare non legittime le misure imposte per il contenimento del COVID sui bambini, hanno comunque obbligato gli studenti ad osservare nei loro regolamenti quanto emanato dal governo federale.  È invece di qualche giorno fa la notizia che De Santis ha firmato un ulteriore ordine esecutivo contro l’obbligo vaccinale e di test.

“Non possiamo permettere che la gente perda il posto di lavoro perché non desidera fare un vaccino”, ha dichiarato il governatore in conferenza stampa.

Texas e Florida dovrebbero essere di esempio per molti, ma solo in USA altri stati hanno raccolto il loro messaggio. Si è infatti di recente aperta una denuncia formale a Biden contro il mandato vaccinale, a cui si sono uniti altri dieci Stati“Non si può imporre qualcosa del genere da Washington. Da sempre, la sanità è materia dei singoli stati e non del governo federale” si legge nella denuncia degli Stati promotori del provvedimento legale.

In ultima analisi, tuttavia, si tenga presente un dettaglio non di poco conto. L’ordine esecutivo n.14043 del presidente statunitense del 9 settembre 2021 riguarda esclusivamente un mandato vaccinale per gli impiegati federali.

Questo apre lo scenario a diverse riflessioni, ma una su tutte credo sia quella che a noi interessa. Di fatto non esiste alcun testo scritto riguardo l’obbligo per lavoratori e clienti, ma solo dichiarazioni rilasciate in tv.
Al momento esiste un “OSHA mandate”, ovvero un obbligo implementato dall’Occupational Safety and Health Administration,  il quale è stato tra l’altro sospeso per un ricorso presentato e vinto da più Stati .

Chi ha lottato per il rifiuto del mandato lo ha fatto poiché illegittimamente negozi, posti di lavoro, ristoranti etc hanno applicato una legge che non esisteva e tuttora non esiste. Tuttavia molti lavoratori hanno rifiutato il ricatto dei loro datori di lavoro e si sono ricollocati altrove.

Alla fine questa pare essere una delle poche strategie vincenti contro il sistema globalista che sta in ogni modo cercando di conquistarsi poco per volta la nostra vita. Opporsi attivamente e lasciare, ove possibile, il posto di lavoro. Il sistema ha bisogno dei cittadini per andare avanti e il sistema lo sa. Spesso, senza nemmeno esserne consapevoli , siamo proprio noi ad avere le risorse più grandi per poterci difendere.  E comunque meno male che a volte, non tutto il mondo è paese.

MARTINA GIUNTOLI

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