Il prof. John J. Mearsheimer, lo scienziato politico statunitense ritenuto uno dei grandi saggi della scuola “realista”, fa un accorato video-appello all’Alta Corte britannica affinché agisca per non estradare Julian Assange negli Stati Uniti. Lo spiega con parole semplici ed estremamente razionali, che abbiamo tradotto e sottotitolato e che meritano di essere diffuse. Buona visione e buon ascolto!

Il prof. John J. Mearsheimer, noto scienziato politico dell'Università di Chicago, ha recentemente lanciato un appello all'Alta Corte britannica affinché non proceda con l'estradizione di Julian Assange verso gli Stati Uniti. Mearsheimer sostiene che il caso di Assange rappresenti una questione cruciale per la libertà di stampa e per il diritto del pubblico di essere informato su questioni di rilevanza governativa. La sua posizione si basa su una distinzione fondamentale: mentre Chelsea Manning, la fonte delle informazioni pubblicate da Assange, ha violato la legge, Assange stesso ha semplicemente svolto il suo ruolo di giornalista.
Secondo Mearsheimer, la pubblicazione di documenti riservati è una pratica comune nel giornalismo, e se gli Stati Uniti dovessero punire Assange, si creerebbe un pericoloso precedente. La storia dimostra che i giornalisti, come quelli del New York Times e del Washington Post, che hanno pubblicato materiale classificato, non sono mai stati perseguiti penalmente. Questo solleva interrogativi sulla coerenza delle politiche governative nei confronti della libertà di stampa, specialmente in un contesto in cui le informazioni riservate sono spesso necessarie per una corretta valutazione delle azioni governative da parte del pubblico.
Mearsheimer sottolinea che l'estradizione di Assange non sarebbe solo un attacco alla libertà di stampa, ma anche un atto di punizione per aver esposto le malefatte dei decisori politici statunitensi. L'accademico evidenzia che nessuna vita è stata messa in pericolo a causa delle pubblicazioni di Assange e che la sua azione ha contribuito a una maggiore trasparenza, essenziale per il funzionamento di una democrazia. La richiesta di non estradare Assange si basa quindi su una visione più ampia del ruolo dei giornalisti nella società e sulla necessità di proteggere la libertà di informazione.
Infine, Mearsheimer fa notare che Assange ha già subito un lungo periodo di detenzione, e che un'eventuale estradizione comporterebbe una punizione eccessiva e iniqua. In questo contesto, l'appello del professor Mearsheimer si configura come un tentativo di salvaguardare non solo il destino di un singolo individuo, ma anche i principi fondamentali della libertà di espressione e del diritto all'informazione. La decisione dell'Alta Corte britannica avrà quindi ripercussioni significative non solo per Assange, ma per il futuro del giornalismo e della trasparenza governativa a livello globale.
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