Sostieni il canale
1.542 di 2.000 sostenitori questo mese 77%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie1 Agosto 2022

Non ci salverà dal freddo e “candeggerà” i pesci. Rigassificatore di Piombino, le scomode verità

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza il rigassificatore di Piombino, evidenziando l'ipocrisia politica riguardo alla crisi del gas. Si discute anche dei rischi ambientali e della scarsa utilità dell'impianto per l'inverno imminente.
Punti chiave
  • Il rigassificatore non allevierà la penuria di gas del prossimo inverno.
  • I partiti della maggioranza Draghi sono ufficialmente favorevoli al rigassificatore.
  • Rischi di incidenti gravi legati alla presenza dell'impianto sono significativi.
  • Il rigassificatore rilascia ipoclorito di sodio, dannoso per l'ambiente marino.
  • Non si farà la Valutazione di impatto ambientale a Piombino.
L'articolo

Il rigassificatore di Piombino non ci salverà dai termosifoni spenti durante l’inverno. Nessuno pronuncia questa palmare ma scomoda verità. L’impianto sta diventando il simbolo dell’ipocrisia italiana sulla crisi del gas sia per questo sia per il fatto che sono ufficialmente favorevoli al rigassificatore tutti i partiti della maggioranza Draghi (cioè praticamente l’intero Parlamento uscente, salvo due gatti) mentre gli amministratori locali di quegli stessi partiti marciano nei cortei per il no. Si schierano dalla parte dei comitati locali preoccupati a causa dei rischi ambientali e di incidente grave legati alla presenza dell’impianto. Eppure ipocritamente non risultano sconfessioni, né da Roma in direzione degli amministratori locali di Piombino né viceversa.

Intanto, la verità più scomoda. E’ davvero ovvio, anche se nessuno lo dice (la supposta è riservata per il dopo-elezioni) che il rigassificatore di Piombino non allevierà in nessun modo la penuria di gas del prossimo inverno. Infatti entrerà in funzione dopo il marzo 2023, cioè a stagione del riscaldamento finita.

Pubblicità

La metà del gas che il ministro Cingolani dice di aver procurato per sopperire nei prossimi mesi al mancato arrivo del gas russo è gas liquefatto: cioè gas stracaro che, per essere usato, deve passare attraverso un impianto di rigassificazione tipo quello previsto a Piombino.

I tre impianti italiani di rigassificazione già esistenti operano quasi al massimo della loro capacità. Quindi delle due, l’una. O il rigassificatore di Piombino non serve perché è possibile contare su impianti situati all’estero (potrebbero spedire in Italia il gas già trattato via gasdotto), oppure solo un velo di ipocrisia e di opportunismo elettorale copre il fatto che l’Italia, quanto a gas, è messa come la Germania dove per risparmiare energia stanno già spegnendo tutto ora.

Anche al di là di questo, le ragioni  del no al rigassificatore sono solide. Innanzitutto, il rischio di incidente grave. L’impianto è in sostanza un’enorme nave, da attraccare alla banchina del porto a soli 200 metri dalle prime case. E se qualcosa va storto? Un incendio, un’esplosione… Immaginarsi cosa succederebbe, con tutto quel gas.

Non a caso l’ISPRA, l’agenzia governativa per la protezione ambientale,  inserisce i rigassificatori fra le installazioni “a rischio di incidente rilevante” insieme a raffinerie, stabilimenti chimici, petrolchimici e simili. Eppure a Piombino, in nome dell’emergenza, non si farà nemmeno la Valutazione di impatto ambientale.

E poi – per ultimo ma non certo ultimo – i problemi per l’ambiente:  i pesci, e conseguentemente i pescatori.

Il rigassificatore riporta il gas liquefatto allo stato gassoso usando il calore dell’acqua del mare. La preleva, la usa e la restituisce un po’ più fredda. Inoltre, come spiega un articolo de La Stampa riservato agli abbonati, le operazioni di pulizia dei tubi comportano il rilascio in mare, ogni giorno, di 86 chili di ipoclorito di sodio. L’ipoclorito di sodio è la candeggina. Quella che si usa per sbiancare i panni, togliere le macchie ostinate, disinfettare i sanitari eccetera.

Sai che goduria, per i pesci, il candeggio in acqua fredda. Il trattamento “oltre a creare dei composti tossici potenzialmente trasmissibili all’uomo, ‘sterilizza’ l’acqua di mare togliendole tutte le sostanze nutrienti e le condizioni ambientali adatte alla vita di flora e fauna marina”. E’ il succo di un vecchio studio del WWF sul rigassificatore di Porto Viro (Rovigo). Ne è rimasta traccia in un lavoro di fine corso della scuola di giornalismo di Urbino ma non lo si trova più on line.

Il candeggio del mare è una scomoda verità cancellata, come pure è cancellata l’altra scomoda verità: che quest’inverno, rigassificatore o no, avremo i termosifoni freddi.

GIULIA BURGAZZI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Agenda 2030 una rivoluzione colorata - Versione aggiornata
Agenda 2030 una rivoluzione colorata - Versione aggiornata
Perché leggerlo: Il libro analizza obiettivi di sviluppo sostenibile, rilevanti per i rischi ambientali legati al rigassificatore di Piombino.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità