Molti, anche affetti da una retorica salviniana che quello che sta accadendo ha reso obsoleta, si chiedono: ma i migranti vengono vaccinati? Nonostante i post sui migranti, come i dinosauri, si siano estinti all’impatto del meteorite pandemico e nonostante i pochi post di Salvini sull’argomento siano giustamente ricoperti dalle pernacchie dei suoi oramai ex elettori che non gli perdonano la conversione al draghismo, qualcuno cerca di far convergere le due retoriche. Ma i migranti vengono vaccinati?

La risposta è no. Ma prima di partire all’assalto pensando che qui si stia facendo del salvinismo a basso costo, spieghiamo perché l’argomento ci interessa: perché la mancata vaccinazione dei migranti è una delle prove degli eventi avversi. Le case farmaceutiche, vere padrone di tutta questa operazione, non vogliono vaccinare rifugiati e richiedenti asilo perché temono cause nel caso di eventi avversi. Infatti, nel caso di rifugiati e richiedenti asilo nessuno Stato si prenderebbe la responsabilità di tali eventi.

Questo è quello che traspare da documenti ufficiali ed interni della GAVI, la partnership internazionale che si occupa di promuovere la vaccinazione nelle zone povere del mondo. Cosa risulta da questi documenti?

Risulta che le case farmaceutiche hanno chiesto agli Stati di esentarle dal risarcimento di eventuali effetti avversi dei vaccini, come riportato anche dalle Nazioni Unite. Solo che vi sono posti dove lo Stato non può prendersi quel fardello perché semplicemente in quei posti lo Stato non esiste, e quindi in luoghi come Afghanistan, Myanmar e diverse zone del Corno d’Africa non verranno distribuiti vaccini.

Ma non solo: neanche le ONG che dovrebbero vaccinare i migranti e i rifugiati nei campi di transito o nei siti di accoglienza hanno alcuna intenzione di prendersi la responsabilità, e di “immunizzare” Pfizer da cause e risarcimenti. Quindi, se non si può “proteggere” Pfizer e Big Pharma da cause legali sugli effetti avversi, semplicemente si evita di vaccinare.

La Reuters riporta la notizia
, ma ovviamente fa un articolo basato sul fatto che poverini in quelle zone non arriverà il Messia vaccinale a salvarli. Tra le righe noi leggiamo ben altro. Se le case farmaceutiche, che vaccinerebbero persino cani, gatti e canarini, qui sono titubanti perché nessuno si prende la responsabilità di risarcire, che significa? Non ci vuole Sherlock Holmes per capirlo.

Significa che gli eventi avversi esistono, nonostante la vulgata tenti di insabbiare
. Chi produce farmaci ne è assolutamente consapevole e per questo frena. E si arriva al paradosso che ora ha fortuna chi ha un’instabilità politica interna perché evita da far da topo di laboratorio.

Questa dovrebbe essere l’ennesima cosa che dovrebbe aprire gli occhi ai ciechi. In mezzo a tanti altri paradossi, come la recente proposta del tampone per vaccinati o la paura che i vaccinati hanno dei non vaccinati, tutte cose che mostrano come, nella migliore delle ipotesi, il vaccino non funzioni.

Ma da gente che va a vedere Matrix mostrando il green pass, che manco ha capito il senso di un film, dobbiamo aspettarci un’analisi lucida della realtà?

ANDREA SARTORI

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