Il proprietario di Twitter, Elon Musk, potrebbe passare guai grossi. Questa volta non si tratta dell’uccellino blu, ma dell’altro progetto di cui è a capo, ovvero il chip prodotto da Neuralink Inc.

Secondo ciò che è emerso da alcuni documenti consegnati al dipartimento dell’agricoltura statunitense dal Comitato Medico per la Medicina Responsabile, Neuralink è indagata per maltrattamento di animali.

Si legge nelle carte che nel lavorare sul progetto principale dell’azienda, un processore da impiantare nell’uomo, si starebbe ovviando a diverse norme che riguardano l’utilizzo di animali da laboratorio.

Nel cercare di guadagnare più tempo possibile, Elon Musk infatti sacrificherebbe più animali del consentito. Sempre secondo la documentazione, l’uomo non sarebbe minimamente interessato ad ottimizzare le procedure prima di ripetere un esperimento.

Il suo unico obiettivo sarebbe infatti esclusivamente quello di ottimizzare i tempi per iniziare a lavorare sull’uomo.

Neuralink Inc. è un’azienda fondata dal miliardario sudafricano, che ha sede a San Francisco e Austin, e si occupa principalmente di neurotecnologie.

Ormai da qualche anno sta lavorando su di un processore che integri uomo e macchina. In particolare il progetto più importante della compagnia è un’apparecchiatura da impiantare nel cervello umano che, qualora funzionasse, dovrebbe essere in grado di restituire la vista, la mobilità, l’udito e altre funzioni a persone disabili.

Ma a quale prezzo?

Alcuni quotidiani riportano che diverse delle scimmie chippate sono morte o, dettaglio ancora più macabro, si sono morse gli arti fino a staccarsi le dita di mani e piedi. Altre invece, in conseguenza agli elettrodi impiantati nel cervello, hanno sviluppato emorragia cerebrale e gravi infezioni.

Neuralink Inc. ha ammesso che le scimmie sono morte, ma ha sempre rigettato l’accusa di crudeltà sugli animali. Eppure i documenti presentati nella denuncia parlano chiaro: morti orrende, infezioni devastanti e gravi effetti collaterali in conseguenza agli esperimenti.

Infatti, nelle note di laboratorio di cui adesso il dipartimento dell’agricoltura è in possesso i dati a riguardo sono molto precisi.

Ryan Merkley, il responsabile medico del comitato che ha attenzionato i fatti di Neuralink Inc. ha apertamente dichiarato:

Per quanto sia cruento, il pubblico deve essere consapevole di quello che accade là dentro e della sofferenza immane cui le scimmie sono costrette a sottostare.

Forse pochi sanno che l’azienda di Musk collabora con l’Università della California di Davis, università che è stata profumatamente pagata per condurre gli esperimenti all’interno dei suoi edifici. Tuttavia lo stesso Merkley ha dichiarato:

Appare chiaro che l’università stia cercando di nascondere ai contribuenti il fatto che collabora con Elon Musk e che insieme alla sua azienda sta conducendo esperimenti durante i quali gli animali sono esposti a pratiche disumane. Le foto di cui siamo in possesso sono di dominio pubblico poiché scattate con fondi pubblici e quindi la gente ha il diritto di sapere ciò per cui sta pagando.

Neuralink  Inc. ha risposto alle accuse dicendo che le mutilazioni agli arti di cui parlano i suoi oppositori deriverebbero semplicemente da litigi tra animali. E ha dichiarato, tra le altre cose, che:

Si deve tener conto che le accuse che ci vengono rivolte giungono da persone che si oppongono in ogni modo all’utilizzo di animali da laboratorio.

E Musk cosa dice a riguardo?

Incredibilmente minimizza e anzi sostiene che non avrebbe problemi ad impiantare il chip nel cervello di uno dei suoi figli se questo avesse un serio problema di salute. Ha detto Musk in una conferenza lo scorso mercoledì:

Vorrei sottolineare che adesso siamo ad un punto in cui almeno l’utilizzo del chip di Neuralink non sarebbe pericoloso.

Beh, un po’ poco, se si considera che Musk vorrebbe cominciare a impiantare il chip nell’uomo già entro i prossimi sei mesi (si pensi che l’azienda avrebbe già mancato diverse scadenze che si era data in passato). Il miliardario sudafricano ha infatti dichiarato su Twitter che sta già lavorando al processo di approvazione con la Fda. Ha affermato Musk:

Quando sarà pronto ed approvato sarò il primo a provarlo. Mi farò impiantare il chip non appena disponibile. Potreste tutti già aver dentro la testa un chip di Neuralink e non saperlo, intendo dire ipoteticamente.

Nel ritenere indubbia la necessità che un’investigazione approfondita su quanto accade all’interno dei laboratori di Neuralink Inc. venga condotta, dovremmo chiederci anche altro.

Se gli animali hanno subito questo trattamento, cosa riserverà Musk all’uomo?

La risposta potrebbe non piacerci affatto.

MARTINA GIUNTOLI