Covid, Agenda 2030 ed ecologismo all’ennesima potenza entrano sempre più prepotentemente nella scuola pubblica.

E sono i libri di testo che lo testimoniano.

Una segnalazione in merito arriva da una nostra lettrice: ci ha confermato che il volume di cui stiamo per parlare è stato adottato in una classe quarta di una scuola primaria italiana, ed è tuttora in uso, anche nell’anno scolastico in corso. Fa parte del progetto Polite/Giunti Scuola, prima edizione 2021.

L’indottrinamento globalista passa non solo per tv e social ma anche per le istituzioni educative. E inoltre comincia sempre prima: nel caso di cui parliamo qui, addirittura alla scuola primaria, appunto.

Se esistessero versioni semplificate adattate a bambini ancora più piccoli, a questo punto ci non susciterebbe meraviglia.

Entriamo nel dettaglio. Vogliamo parlare di un sussidiario di Educazione civica, rivolto come detto alle classi quarte e quinte delle scuole primarie: ogni capitolo racconta uno dei temi “caldi” del momento.

Si trattano i punti dell’Agenda 2030, la pandemia e i virus in generale, l’Onu, le istituzioni nazionali e sovranazionali.

Vi sono sparsi qua e là davvero molti passaggi che lasciano perplessi.

Innanzitutto il fatto che si voglia ad ogni costo veicolare il messaggio che l’Agenda 2030 sia necessariamente qualcosa di positivo, il cui raggiungimento rappresenterà un momento cruciale nella vita di ciascuno di noi.

Una di quelle pietre miliari di cui tutti un giorno dovremo ricordarci.

Nel capitolo dedicato all’Agenda 2030 c’è infatti, a sottolinearne l’importanza, una sezione interamente dedicata al singolo bambino e alle sue personali sensazioni in merito. Si legge:

(…)Prenditi 10 minuti per riflettere. Quanti anni avrai nel 2030? Sarai un giovane adulto o una giovane adulta? Come ti immagini? (…) Avevi già sentito parlare dell’Agenda 2030? Che effetto ti fa sapere che esiste un programma per migliorare la vita del mondo in cui tu vivrai da grande?

Sullo stesso tema, si suggerisce poi un’attività di approfondimento, strutturata come una sorta di gioco dell’oca e creata dall’artista Yacine Ait Kaci-Yak. Si chiama “Go Goals!-Benvenuti al gioco da tavolo per bambini sugli obiettivi di sviluppo sostenibile” (googlare per credere).

Si lanciano i dadi e si avanza con le pedine, a patto che il tema sia chiaro e sia stato perfettamente introiettato.

Ovviamente vince chi risponde a più domande, ma il vero obiettivo, come si legge, è che tutti alla fine vi riescano:

(…)Nessuno è escluso dall’Agenda 2030. (…) Provate a giocare a casa o, se possibile, tutti insieme in classe. Oppure create voi il vostro gioco dell’oca sull’Agenda 2030 (…). Attraverso il gioco scoprirete che le vostre scelte e le vostre azioni fanno la differenza per aiutare il nostro pianeta(…).

E per salvare il pianeta non poteva mancare Greta.

La ragazza è descritta in una didascalia come una giovane svedese molto coraggiosa che ha addirittura affrontato i potenti per costringerli a fare qualcosa per l’ambiente.

Un’altra sezione è invece interamente dedicata alla pandemia Covid.

In essa vengono precisati concetti e parole: cosa si intende per prevenzione, quali sono le autorità che possono o non possono esprimersi su questi temi.

Vi sono addirittura poesie dedicate al Sars-Cov2 e storie di fantasia da leggere in classe.

Il bambino che osserva tutte le regole è presentato come un vero e proprio eroe: è il modello, l’unico a cui tutti i piccoli devono voler assomigliare.

Mascherina sempre indossata, gel, distanziamento: diktat indiscutibili che il testo passa agli studenti della primaria come verità assolute ed incontestabili.

Eppure, alla luce delle acquisizioni scientifiche attuali, nel testo sono contenute diverse inesattezze.

Non è vero che la mascherina protegge inequivocabilmente dal virus, così come è discutibile il fatto che il distanziamento impedisca al malato di infettare.

In particolar modo non si mette in discussione il distanziamento nei suoi costi e benefici, soprattutto per i bambini: un tema che molti psicologi dell’età evolutiva hanno invece ritenuto dirimente.

E invece si dice addirittura in una poesia in rima che si può tranquillamente far a meno di baci, abbracci, coccole:

Quando incontri della gente, rimanete un po’ lontani: si può stare allegramente senza stringersi le mani. Baci e abbracci? Non li dare. Finché è in giro quel tipaccio, è prudente rimandare(…).

Di nuovo poi si entra nella sfera intima del bambino con domande ad hoc:

“(…)Hai trovato difficile seguire queste regole? Quale più di tutte? Perché? Cosa è cambiato nella tua vita dopo questa esperienza? A parte seguire le regole necessarie, hai scoperto di avere nuove abitudini? Hai capito qualcosa di nuovo di te stesso/a o degli altri?

 

 

Chissà se qualcuno in qualche classe ha mai risposto in maniera “sbagliata” a queste domande.

Quale reazione avrà suscitato nei compagni e nell’insegnante?  Sarà stato redarguito per questo?

Cosa mai avrà potuto capire un bambino di nuovo su di sé o sugli altri a seguito delle nuove abitudini?

Forse che solo chi segue le regole è buono e diligente, mentre chi non le segue è irresponsabile perché mette a rischio la vita del prossimo?

Ogni foto, ogni immagine, ogni pagina, ogni singola riga di quella sezione ripetono sempre la stessa cosa.

Chi non segue le regole è cattivo e irresponsabile.

Tramite una ricerca sul web, apprendiamo che il testo preso in esame – un semplice sussidiario edito da Giunti Scuola – non è una singola voce nel deserto. Tutt’altro.

Ormai la propaganda globalista e ultra liberale è entrata a far parte dei programmi ministeriali in piena regola.

Le case editrici si sono semplicemente adeguate.

Ma chi scrive i programmi ministeriali? Chi decide cosa poter stampare sui testi di scuola? Se non vogliamo ritrovarci con un vero e proprio manuale dei giovani globalisti, forse è davvero adesso che dobbiamo agire.

MARTINA GIUNTOLI

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