Mons. Viganò garantisce sostegno spirituale al popolo russo e al suo Presidente, invitando il il Presidente statunitense Trump a non farsi coinvolgere in un nuovo conflitto in Medio Oriente voluto dalla screditata dirigenza israeliana

Il discorso di Mons. Viganò, rivolto al popolo russo e al presidente Vladimir Putin, si inserisce in un contesto geopolitico caratterizzato da tensioni crescenti e conflitti latenti. Viganò esprime il suo sostegno spirituale al popolo russo, denunciando le menzogne della propaganda globalista che, a suo avviso, giustificherebbero un conflitto mai dovuto. La sua posizione si colloca in un quadro di critica nei confronti delle scelte politiche delle potenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, accusate di alimentare la guerra in Ucraina e di minacciare la pace internazionale.
Il vescovo sottolinea l'importanza di un riavvicinamento tra l'America di Trump e la Russia di Putin, evidenziando come i colloqui di pace siano ostacolati da eversori europei. Secondo Viganò, il riarmo dei paesi europei, giustificato da una presunta minaccia russa, rappresenta in realtà una manovra per creare un esercito europeo che possa annullare le sovranità nazionali. Questa visione si fonda sulla percezione di una sinarchia globalista che mira a instaurare un governo unico e autoritario, in contrasto con i principi di sovranità e autodeterminazione dei popoli.
Il vescovo critica anche la sinistra europea, accusandola di ipocrisia nel sostenere il riarmo pur dichiarandosi pacifista. Viganò fa riferimento a una tradizione politica che, secondo lui, ha tradito i valori democratici e ha favorito l'instaurazione di una dittatura globale. La sua analisi si estende a questioni più ampie, come la gestione delle emergenze sanitarie e ambientali, che, a suo dire, servirebbero a nascondere scopi ulteriori, tra cui il rafforzamento dell'industria bellica europea.
In un momento in cui le tensioni internazionali si intensificano, Viganò invita a riflettere sulla necessità di ribellarsi di fronte alle scelte dei tiranni globalisti, sottolineando l'importanza di tornare a valori tradizionali e a una visione cristiana della società. La sua posizione si configura come un appello a una resistenza spirituale e culturale contro le forze che, secondo lui, minacciano l'identità e la sovranità dei popoli. In questo quadro, la figura di Putin emerge come un simbolo di opposizione al globalismo, mentre le élite occidentali vengono dipinte come nemiche della pace e della giustizia sociale.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

