Miracolo inglese: salari e Pil da record. Ma non dovevano crollare?

Se in Italia la disoccupazione è un problema che con lo sblocco del licenziamenti rischia di diventare un incubo, in Gran Bretagna hanno il problema opposto.

Gli ultimi dati sull’occupazione mostrano una crescita record dei posti di lavoro e un conseguente aumento dei salari, con entrambi gli indicatori che hanno superato il livello pre pandemia.

Nell’ultimo trimestre l’impennata dei nuovi posti di lavoro è stata pari al 35%,e  solo ad agosto sono stati creati 241.000 nuovi posti di lavoro. Roba da far impallidire persino le roboanti promesse di Berlusconi sul milione di nuovi posti di lavoro in 5 anni. Solo che in questo caso sono posti di lavoro veri, non immaginari.

Il rischio più grande che stiamo affrontando ora è non avere abbastanza lavoratori piuttosto che non abbastanza posti di lavoro

ha affermato Tony Wilson, il direttore di IES, l’Istituto di studi sull’occupazione che monitora i dati dell’occupazione nel Regno Unito.

Oltre a posti di lavoro e livelli salariali anche il Pil britannico sta avendo un vero e proprio boom.  Nel secondo trimestre 2021 Londra ha segnato un +4,8 di crescita, il più alto tra i Paesi sviluppati, quasi il doppio del 2,7 dell’Italia ed esattamente il triplo del tasso di crescita della Germania, ferma all’1,6.

Nel 2021 dovrebbe essere proprio la Gran Bretagna il Paese con la maggiore crescita economica tra tutto l’occidente. Secondo uno studio di Goldman Sachs, nel 2021 il pil in UK crescerà del  +7,8% superando anche gli USA in cui la crescita prevista è del +7,2%.

Il boom dell’economia britannica sconfessa tutte le previsioni catastrofiche sulla Brexit che, ci assicuravano all’unisono gli economisti da salotto televisivo e i centri studi più prestigiosi, avrebbe portato agli inglesi una contrazione del pil, un aumento della disoccupazione e inevitabili tagli allo stato sociale. Qualcuno si spingeva ad affermare che, in caso di Brexit, in Gran Bretagna sarebbe scarseggiato persino il cibo. Insomma secondo “gli esperti” si dovevano preparare alla fame in caso vincesse il leave.

Anche sulla gestione dell’emergenza sanitaria in molti tra i nostri analisti hanno puntato il dito contro Londra. Le misure relativamente leggere con cui il governo inglese ha affrontato la pandemia, si diceva, avrebbero causato una situazione sanitaria disastrosa che avrebbe travolto anche l’economia britannica. Anche la recente decisione del governo di Sua Maestà  di non applicare il green pass è stata descritta come una scelta demagogica e dannosa che gli inglesi pagheranno cara. Le stesse cose che tutta la nostra stampa diceva della Brexit, prima di essere smentiti dai fatti e smascherati come diffusori di fake news e di terrorismo mediatico ingiustificato.

Visione TV

Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura

View all posts

Sostieni Visione TV

2.263 of 2.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 mese

Sostieni Visione TV

2.263 of 2.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 mese