Mentre va in giro col cappello in mano a chiedere armi e aiuti finanziari per la guerra (possibilmente 7 miliardi di euro al mese dall’UE), l’Ucraina importa a manetta auto costosissime e altri beni di lusso. Le esenzioni legate alla guerra permettono infatti di non pagare IVA e tasse di importazione. Migliaia e migliaia di Mercedes, Audi,  Cadillac intasano i varchi doganali d’ingresso.

Non lo dice la propaganda russa, bensì un viceministro del Governo ucraino. Se ne vergogna (almeno questo…) e suggerisce di correggere celermente la normativa. Non risulta che stia avvenendo.

La fonte della notizia è la pagina Facebook  del viceministro delle Infrastrutture, Mustafa Nayem. Ha radici afghane ed è un veterano di Euromaidan, il cambio di regime che nel 2014 ha introdotto l’Ucraina nell’orbita dell’Occidente. Il sito di Open4Business, un’agenzia ucraina specializzata in business internazionale, fornisce il succo in inglese.

Antefatto. L’Ucraina ha deciso di abolire l’IVA e di ridurre ai minimi termini le pretese dell’erario. Sarà così finché rimarrà in vigore la legge marziale introdotta in seguito alla guerra. Significa che sono praticamente esentasse anche i profitti di guerra. Ci sarà ben qualcuno che vende divise all’esercito e che improvvisamente si trova con una gran quantità di commesse… Ebbene, il fisco non gli darà granché noia.

Dal 5 aprile scorso, una quasi completa deregulation fiscale vale anche per l’importazione di auto, furgoni e altri veicoli. Vale al punto che il Governo, da lunedì 25, dedica alcuni varchi doganali esclusivamente all’importazione di veicoli ad uso privato. Evidentemente serve per consentire che altrove passino merci ed aiuti.

Ma quante auto di lusso esentasse o quasi entrano in Ucraina? Sono state 14.300 solo nei primi otto giorni di deregulation (cioè fino al 12 o al 13 aprile), ha scritto su Facebook il viceministro Mustafa Nayem.

Polonia, Slovacchia e Romania sono stupite, ha aggiunto, dal fervore con cui un Paese in guerra rinnova il suo parco veicoli. Sono addirittura scioccate dalle importazioni su scala industriale di auto di lusso “per le necessità delle forze armate”.

A quanto riferisce il viceministro, fra i veicoli esentasse entrati in Ucraina ci sono decine di BMW X5, Mercedes-Benz S-Class, 2022 Audi Q7 e addirittura Cadillac Escalade.  Quest’ultima in Italia costa circa 130-160 mila euro.

Nello stesso periodo, sono entrati in Ucraina in modo pienamente legale “aiuti umanitari” completamente esentasse che comprendono tessuti per 360 milioni di grivnie (oltre 11 milioni di euro), telefoni cellulari per almeno 200 milioni di grivnie (oltre 6 milioni di euro) eccetera.

L’Ucraina è un Paese poverissimo. Il reddito medio annuo pro capite non arriva a 2.000 euro. Le rimesse degli emigrati sono una risorsa fondamentale per molte famiglie. Però, a fronte di un esercito di poveri e poverissimi, ci sono anche i ricchi e ricchissimi. Gli oligarchi controllano di fatto l’apparato statale e la corruzione imperversa. Ne è consapevole perfino l’Unione Europea, che pure predispone per l’Ucraina una corsia celere di ingresso.

Prima di acquistare un’auto di lusso durante una guerra, probabilmente i ricchi ucraini si sono tolti ben altri sfizi. E poi, per salvare dalle bombe la Cadillac esentasse, basterà portarla all’estero subito dopo averla immatricolata.

GIULIA BURGAZZI

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