Microfono aperto, ministro israeliano rivela: “Green Pass serve solo a convincere”

«Il fatto è che il nostro problema sono le persone che non vengono vaccinate. Abbiamo bisogno di [influenzarli] un po’; altrimenti, non usciremo da questa [situazione pandemica]».

Ignaro di avere il microfono accesso e del fatto che le sue parole venivano registrate e trasmesse in diretta sul Canale 12, il ministro della salute israeliano Nitzan Horowitz, parlando con il ministro degli Interni Ayelet Shaked, ha ammesso che i passaporti vaccinali hanno come scopo quello di costringere le persone scettiche a vaccinarsi.

Qua è disponibile il video, rilanciato su twitter da Disclose.tv:

Come riportato dal Jewish News Syndicate, Nitzan Horowitz ha infatti spiegato alla collega Ayelet Shaked che imporre il pass vaccinale in alcuni luoghi è necessario solo per fare pressione sui cittadini in modo da spingerli a vaccinarli, e non per ragioni mediche o epidemiologiche.

Horowitz ha continuato spiegando che non solo il pass verde dovrebbe essere rimosso come requisito per cenare nei ristoranti all’aperto, ma anche “nelle piscine”. Questo però non avviene perchè l’unico modo affinché non ci siano eccezioni – dal momento che la gente si chiede perché se va bene non avere un pass per le piscine “allora perché per i parchi acquatici, le strutture all’aperto e gli sport?” – ha spiegato il ministro, è che i regolamenti siano uniformemente applicati.

Horowitz e Shaked sono stati raggiunti poi dal ministro dell’Intelligence Elazar Stern, che, anche lui ignaro che la conversazione fosse registrata, ha espresso disgusto per i non vaccinati:

“È fastidioso che stiano occupando i letti [dell’ospedale]“, ha detto Stern.

“Quelli in terapia intensiva, sì”, ha risposto Horowitz.

Le dichiarazioni del ministro della salute israeliano confermano quanto sta emergendo in tutto il mondo, ossia che il passaporto vaccinale non è una misura sanitaria di contenimento o contrasto alla pandemia ma uno strumento di controllo volto a esasperare e a spingere i cittadini a vaccinarsi. Una forma di ricatto e di obbligo indiretto e al contempo un paradosso, dato che la premessa scientifica è errata, in quanto il certificato si basa sul presupposto che coloro a cui è permesso di accedere alla vita sociale non siano più portatori del virus. I dati dimostrano il contrario: anche i vaccinati si contagiano e possono a loro volta contagiare. E Israele ne è un esempio, con la nuova drammatica ondata di contagi che sta coincidendo con l’avvio della campagna per la terza dose. Israele è infatti alle prese con la peggiore ondata di contagi dall’inizio della pandemia, e tutto ciò in uno dei Paesi più vaccinati al mondo.

Enrica Perucchietti

vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. È caporedattrice della Uno Editori e autrice di numerosi saggi di successo, tra cui ricordiamo: Fake news; Coronavirus. Il nemico invisibile

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