E’ di queste ore la notizia secondo cui il governo della Repubblica Popolare del Donetsk ha condannato a morte due cittadini britannici Aiden Aslin e Shaun Pinner e un cittadino marocchino, Saaud Brahim, accusati dal governo filorusso di essere mercenari.

Qui si passa un Rubicone. Alcuni cittadini stranieri, seppur inquadrati in un esercito regolare come quello ucraino, vengono definiti “mercenari”. Il Primo Ministro di Sua Maestà Boris Johnson ha immediatamente reagito alla notizia: “abbiamo ripetutamente detto che sono prigionieri di guerra, che non vanno strumentalizzati a scopi politici e che hanno diritto all’immunità in base alla Convenzione di Ginevra” fa sapere Londra.

Cosa prevede il diritto?

Mosca aveva già detto a chiare lettere che tutti i combattenti stranieri inquadrati nelle forze ucraine sarebbero stati considerati mercenari e verso questi soggetti non “sarebbero state applicate le norme del diritto internazionale”. Ma cosa dice il diritto internazionale a questo proposito?

In realtà è molto difficile stabilire il limite fra mercenari e non. La questione è normata secondo la III Convenzione di Ginevra del 1949 (III CG), relativa al trattamento dei prigionieri di guerra e nel I Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni del 1949 (I PA), adottato nel 1977 sulla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali. E cosa dice? In soldoni che chiunque indossi una divisa di una delle parti in conflitto non può essere considerato un mercenario. Quindi stando al diritto internazionale Johnson ha ragione e i filorussi torto, più o meno: anche se al di là dei sofismi che combatte con una divisa che non è quella del suo Paese è “de facto” un mercenario anche se non “de jure”. Va anche detto, ma questo riguarda l’Italia, che l’arruolamento di persone da mandare a combattere in un conflitto esterno è illegale quindi gli italiani che si arruolano per andare a combattere in Ucraina vanno contro le leggi italiane..

Al di là delle leggi è evidente l’escalation in atto in Ucraina. La guerra sta assumendo i contorni più sinistri e più truci. La notizia della condanna a morte dei cittadini britannici fa capire che il tempo degli scherzi pare finito e che in questa zona d’Europa c’é gente disposta ad andare sino in fondo: mai dimenticare che Putin arriva dal KGB e non dalle suore di Madre Teresa. E così l’élite occidentale, probabilmente disposta ad andare sino in fondo nel mandare al macello i propri popoli probabilmente per niente.

Questa sentenza, va detto, ha incontrato la contrarietà di diversi russi sui social. La pena di morte non esiste più in Russia dalla fine dell’Urss e la maggioranza dei russi è contraria, pur se applicata in tempo di guerra (anche se in maniera quantomeno controversa). Ma che Putin avesse passato un Rubicone lo si era compreso dal suo cambiamento di prospettiva su Navalny. Ha “perso la pazienza” ed è intenzionato a “colpire per primo” come ama spesso ripetere anche su questo.

Qual è la soluzione?

Andare ad un tavolo. Lo hanno detto persino il Papa e Kissinger. Il perdurare della guerra porterà ad episodi sempre più gravi, il prendere a calci l’orso porterà a reazioni sempre più dure, le reazioni di chi sente minacciata la sua stessa esistenza.

ANDREA SARTORI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

  • 3446 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3170 Sostenitori