Nelle elezioni in Francia che si sono concluse lo scorso 24 aprile 2022 i numeri hanno parlato chiaro, il 58,8% dei cittadini avrebbe consegnato all’europeista Macron il secondo mandato, cioè la riconferma di altri 5 lunghi anni di governo.

La sera stessa, tuttavia, il volto della Francia che viene passata sui canali social non sembra essere quello disteso e sorridente di una nazione che festeggia il risultato tanto desiderato, quanto piuttosto quello di un paese in rivolta che non si aspettava affatto di ritrovarsi Macron un’altra volta all’Eliseo. Scontri con la polizia nelle principali città hanno segnato praticamente tutta la notte tra il 24 aprile ed il 25 aprile, con feriti e danni alle strutture. 

Sempre la sera stessa comincia a serpeggiare un devastante dubbio sui social. Molti profili riportano degli strani movimenti di numeri che sarebbero apparsi in una trasmissione tv che stava seguendo le elezioni: a 30 minuti dalla fine Le Pen era proiettata vincitrice con un discreto scarto, poi improvvisamente, 30 minuti dopo Le Pen viene sconfitta, addirittura perdendo voti. Come si può perdere voti in un’elezione? Inoltre, la stessa LePen era data largamene per vincente in Martinica, Guadalupa e Guiana.

Qualcuno si chiederà se questo strano movimento, che la trasmissione ha velocemente attribuito ad un errore del computer di studio e bollato come teoria del complotto, non ricordi quanto accaduto la notte tra il 3 ed il 4 novembre 2020 in USA, con Trump che conduceva con un margine di voti importante fino ad un certo orario, per poi perdere al mattino dopo.

La prima persona che ha fatto notare questa cosa infatti é stata niente meno che Wendy Rogers, senatrice repubblicana dell’Arizona, che si é battuta come pochi altri per l’esposizione della frode elettorale negli Stati Uniti, nonché autrice della prima commissione indipendente per la verifica dei voti nella sua contea. Il tweet é tuttavia già stato segnalato perchè, proprio come accadde nel 2020, anche per le elezioni francesi ogni dibattito sulla genuinità del processo elettorale pare seguire la stessa sorte dell’imposto silenzio.

Ma questo é solo l’inizio. Oltre a far eco a Wendy Rogers centinaia di profili di privati cittadini, in primis francesi, i quali si domandano come possa aver vinto Macron, il presidente francese definito dagli stessi “il più odiato della storia“, alcuni video hanno cominciato a circolare sui social in cui si vede come le schede riportanti il nome di Marine LePen fossero sistematicamente contrassegnate con un taglietto in basso, cosa che secondo chi ha fatto il filmato impedirebbe alla macchina di leggere correttamente la scheda e la renderebbe pertanto invalida.

Già, di nuovo le macchine utilizzate per contare i voti che tornano in scena. In Francia, per le elezioni del 2022, sarebbero state usate le macchine di tipo Esf1, macchine fabbricate in Olanda, ma abbandonate da tempo in madre patria, e recentemente rifiutate anche dall’Irlanda a causa del grave rischio di vulnerabilità che rappresentano. Già nel 2006 esattamente quel tipo di contavoti era stata eliminata dal processo di voto in Olanda, poiché facilmente hackerabile e soprattutto facilmente collegabile a fonti esterne. Stessa cosa per l’Irlanda che aveva rispedito al mittente il poco felice acquisto. Non la Francia, però, che avrebbe tenuto e successivamente utilizzato le macchine, anche nelle recenti elezioni.

Ben oltre l’83% delle persone dichiara sui social di non essere soddisfatto del risultato delle urne. Come può il restante 17% aver votato ed aver vinto le elezioni? Domanda che molti si pongono e che rimane più che legittima.

Ultimo aggiornamento di una situazione che é assolutamente in divenire e che, se confermata, potrà essere tenuta a bada non per lungo tempo, visto che sicuramente il malcontento della gente non potrà far altro che crescere, é l’azione legale proposta dal Collectif Antifraude, un’azione collettiva che si propone di vederci chiaro facendo ricorso alla corte costituzionale. Una iniziativa portata avanti da un team di avvocati, l’avvocato Brusa Carlo Alberto in primis,  che fin da subito ha messo in dubbio un risultato che agli occhi di molti risulta per lo meno “improbabile”.

Non ultimo il dubbio che l’avvocato Brusa riporta sul suo profilo Twitter, e che sebbene ricordi molto da vicino USA 2020, vale la pena indagare.

Secondo quanto affermato sul profilo di Brusa, sembrerebbe che i dati dei risultati elettorali, prima di arrivare al ministero dell’Interno francese vengano spediti negli Stati Uniti dove verrebbero poi elaborati ed in seguito inviati nuovamente in Europa. Il centro elaborazione dati si troverebbe a Quantum Park, un insieme di edifici appena fuori Washington DC, che ospiterebbe diversi servizi informatici del governo francese e del ministero dell’interno.

Cosa aspettarsi? Difficile da dire. Chiarezza e trasparenza  in questo momento sarebbero già abbastanza.

MARTINA GIUNTOLI

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