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L’uso politico della scienza – Con Marcello Piras

Secondo il grande filosofo della scienza Karl Popper, una teoria è scientifica se può essere sottoposta a un test di verifica che, almeno in linea di principio, potrebbe dimostrarla falsa: questo principio viene sempre applicato dalle istituzioni scientifiche? Ne parliamo con il professor Marcello Piras

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Il professor Marcello Piras discute l'uso politico della scienza, evidenziando come il potere economico e politico influisca sulla ricerca e sulla percezione della verità scientifica. Viene criticata la teoria del Big Bang e si esplorano le interazioni tra scienza e religione.

Il professor Marcello Piras affronta il tema dell'uso politico della scienza, ponendo in discussione l'idea che la scienza possa essere considerata un ambito di conoscenza completamente puro e privo di influenze esterne. Secondo Piras, la scienza, così come altri ambiti del sapere, è soggetta a pressioni e manipolazioni da parte del potere politico ed economico. Questa questione è emersa con particolare evidenza durante l'epidemia del 2020, quando la scienza è stata presentata come una verità incontestabile, mentre in realtà è permeata da interessi e influenze.

Piras sottolinea come, a differenza di altre professioni, gli scienziati siano spesso percepiti come figure incorruttibili, dedicate esclusivamente alla ricerca della verità. Tuttavia, egli osserva che la scienza moderna richiede ingenti risorse economiche, e pertanto è vulnerabile alla corruzione, intesa come contaminazione delle proprie conclusioni a favore di chi finanzia la ricerca. La corruzione della scienza non è solo una questione di denaro, ma implica anche un controllo delle narrazioni scientifiche, dove alcune teorie vengono favorite e altre emarginate, a seconda delle convenienze politiche e finanziarie.

Un esempio emblematico citato da Piras è quello di Halton Arp, un astrofisico che ha messo in discussione la teoria del Big Bang attraverso osservazioni astronomiche documentate. Le sue scoperte, che contraddicevano le convinzioni prevalenti, lo hanno portato all'emarginazione nel mondo scientifico, dimostrando come il potere possa silenziare voci dissidenti. Questo caso è paragonato al processo a Galileo, evidenziando una continuità storica nel controllo politico della scienza.

Piras conclude che la scienza non è un'entità neutrale, ma è influenzata da una serie di fattori, inclusi quelli politici e culturali. Le teorie scientifiche, anche quelle che sembrano consolidate, possono essere soggette a revisioni e contestazioni, e la storia della scienza è costellata di esempi di idee che, inizialmente rifiutate, si sono rivelate corrette nel tempo. Questa riflessione invita a un approccio critico nei confronti delle affermazioni scientifiche, riconoscendo che la verità scientifica è spesso un costrutto complesso e in evoluzione.

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