di Rocco Cantautore.

Ed eccoci qua.

Dopo più di tre anni, il DSA (Digital Services Act) è operativo in tutti i paesi della Disunione Europea.

E parte col botto.

Oggi, 19 febbraio, la Commissione europea ha avviato un procedimento formale per valutare se TikTok possa aver violato il Digital Services Act (DSA) in aree legate alla protezione dei minori, alla trasparenza pubblicitaria, all’accesso ai dati per i ricercatori, nonché alla gestione del rischio di contenuti dannosi.

I procedimenti si concentreranno su alcune aree. Tra tutte, “la conformità agli obblighi DSA relativi alla valutazione e alla mitigazione dei rischi sistemici, in termini di effetti negativi che possono stimolare le dipendenze comportamentali e/o creare i cosiddetti “effetti della tana del coniglio”. Tale valutazione è necessaria per contrastare i potenziali rischi per l’esercizio del diritto fondamentale al benessere fisico e mentale della persona, al rispetto dei diritti del bambino e al suo impatto sui processi di radicalizzazione.“

A leggere le motivazioni sembrerebbe che all’UE stiano improvvisamente a cuore i bambini e i ragazzi.

Salvo poi notare che, come mostrato anche dalla Settima Commissione Permanente del Senato, nella relazione del 2021 “Indagine conoscitiva sull’impatto del digitale sugli studenti, con particolare riferimento ai processi di apprendimento”, lo stesso effetto di dipendenza lo esercitano i dispositivi digitali in generale tramite YouTube, Instagram, Facebook, Whatsapp, ecc…

Però, giustamente, nelle colonie americane la tagliola si applica alle aziende cinesi. Poi magari passeranno a quelle russe (come Telegram…).

Perché si sa, le aziende cinesi ci spiano, sono blutte e puzzano. Quelle della Silicon Valley sono buone, profumate e coccolose.
Lo diceva anche Coso… come si chiama..? Ah sì. Snowden. 🙂

Tratto da: https://web.telegram.org/a/#-1001754191466.

Fonte: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_24_926.

 

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