Mentre l'Ucraina- manovrata dalla Nato- alza il tiro provando a colpire Mosca, l'ex sottosegretario di Stato Victoria Nuland ammette di avere contribuito a sabotare nel 2022 gli accordi di pace fra Ucraina e Russia. Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Giorgio Bianchi, Umberto Pascali e Gianmarco Landi

Negli ultimi giorni, il conflitto tra Ucraina e Russia ha assunto una nuova dimensione, con l'Ucraina che sembra intensificare le sue operazioni militari, compresi attacchi a Mosca. Secondo il Ministero della Difesa Russo, 144 droni ucraini sono stati intercettati in diverse regioni della Russia, con un numero significativo di attacchi diretti verso la capitale. Le autorità russe hanno riportato anche vittime civili e danni a edifici residenziali, mentre le autorità ucraine non hanno commentato ufficialmente l'accaduto. La portavoce del Ministero degli Esteri Russo ha definito l'azione come un attentato terroristico, suggerendo un aumento della criminalità da parte di Kiev.
In questo contesto, emergono dichiarazioni di Victoria Nuland, ex sottosegretario di Stato degli Stato Uniti, che ha recentemente ammesso di aver contribuito a sabotare gli accordi di pace tra Ucraina e Russia nel 2022. Nuland, figura controversa nella geopolitica americana, ha confermato che gli Stato Uniti, pur non essendo fisicamente presenti ai negoziati di Istanbul, hanno esercitato una forte influenza sugli ucraini, suggerendo che l'accordo avrebbe comportato limitazioni significative per le capacità militari ucraine, senza analoghe restrizioni per la Russia. Questo ha portato a dubbi tra le parti e, in definitiva, al crollo dei negoziati.
Le affermazioni di Nuland pongono interrogativi sul ruolo degli Stato Uniti nel conflitto e sulla strategia a lungo termine di Washington nei confronti dell'Ucraina. La sua ammissione sembra confermare le preoccupazioni di alcuni analisti, secondo cui l'intervento occidentale ha portato a un'escalation del conflitto piuttosto che a una risoluzione pacifica. La situazione si complica ulteriormente con le recenti dichiarazioni di funzionari della CIA e del MI6, che hanno espresso pessimismo riguardo al futuro dell'Ucraina, suggerendo che le uniche strategie rimaste a Kiev potrebbero essere attacchi di natura terroristica.
Questo scenario di crescente tensione e complessità geopolitica solleva interrogativi sulle conseguenze a lungo termine per la stabilità della regione e per le relazioni tra Occidente e Russia. Mentre l'Ucraina continua a cercare supporto militare e politico, la Russia, da parte sua, sembra rafforzare la propria posizione, sia sul campo di battaglia che nella diplomazia internazionale. La situazione attuale potrebbe rappresentare non solo un punto di svolta nel conflitto, ma anche un momento critico per le alleanze globali e per la sicurezza europea.
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