Da qualche giorno, gli agricoltori, e da poche ore anche i pescatori, stanno protestando molto vigorosamente in Olanda in seguito a ciò che martedì scorso i legislatori hanno stabilito, ovvero la drastica diminuzione delle emissioni di pericolosi inquinanti. In sostanza il governo sostiene che le emissioni di azoto e ammoniaca che il bestiame produce debbano essere drasticamente ridotte nelle aree dell’Unione Europea e dei suoi 27 paesi.

Il primo ministro Mark Rutte, che tutti ricorderemo mentre rassicurava un netturbino sul fatto che i propri soldi non sarebbero mai stati spesi per aiutare gli italiani durante la crisi pandemica, non si é evidentemente dimostrato altrettanto comprensivo nei confronti dei connazionali, poiché, a suo dire, “gli allevatori olandesi starebbero mettendo in serio pericolo l’ecosistema in tutta l’area europea” e quindi vanno fermati immediatamente..

Il frugale Rutte, in una recente intervista, ha tra l’altro affermato che protestare é lecito, “(…)altrimenti l’Olanda non sarebbe più un paese democratico, ma entro un certo limite(…)”.

Chi e quando decide se il limite é stato raggiunto é arbitrario. 

Ora quindi che gli ufficiali di polizia hanno dichiarato di sentirsi intimiditi dai trattori, dalle bucoliche balle di fieno, dai porti fermi e dagli agricoltori per strada, aspettiamoci pure la più dura delle repressioni.

Ma esattamente qual é la richiesta dei legislatori? Quale quella dei lavoratori?

Il governo avrebbe deciso di raggiungere un taglio del 50% sulle emissioni entro fine decennio, quindi entro 2030, obiettivo per il quale lavorare da subito, altrimenti non raggiungibile. Questo significherà per molti allevatori chiudere baracca perché non saranno in grado di produrre utili diminuendo così drasticamente l’allevamento intensivo di bestiame, e sappiamo perfettamente che per la maggior parte di loro l’unico modo di guadagnare é quello di intensificare la produzione.

Il messaggio é quindi chiaro, chi non si può adattare, deve trovare altri modi per guadagnarsi da vivere.

Comunque, nel tempo, gli agricoltori non sono stati gli unici ad essere presi di mira, dato che ad esempio già nel 2019 il governo impose una riduzione del limite di velocità sulle autostrade da 130 km/h a 100 km/h al fine di abbassare la concentrazione di azoto creata dai veicoli a motore. Gli automobilisti più spericolati avrebbero potuto lanciarsi ad alta velocità soltanto durante le ore notturne, quando il numero delle vetture sarebbe stato sensibilmente inferiore.

Già allora gli allevatori si sentirono chiamati in causa, anche se non direttamente, e comunque organizzarono proteste in tutto il paese, con migliaia di chilometri di code che paralizzarono letteralmente la nazione. Si annunciò in tale occasione che vi sarebbe stato un piano da parte del governo per cambiare la composizione dei mangimi destinati al bestiame, per far sì che includessero un enzima atto a ridurre le emissioni di azoto dalle mucche.

Un miraggio per tutti quelli del settore: non avrebbero perso denaro, avrebbero continuato tranquillamente con i loro capi di bestiame, e tutto grazie ad un semplice ingrediente aggiunto al pellettato. Ma poi magicamente non se n’è più saputo nulla.

L’azienda più grande che si é occupata di questo fantomatico enzima salva portafogli e salva distribuzione, la DSM, in realtà non era e non é un’azienda qualunque, ma una compagnia in partnerariato con la Bill & Melinda Gates Foundation che sosteneva e sostiene così tanto la riduzione delle emissioni, da essere ad oggi uno dei più grandi investitori per quel che riguarda la carne sintetica, il pezzo forte del menù del ristorante “Da Gates”.

Gli allevatori olandesi sostengono che non vi sia area in Europa che si sia dedicata tanto quanto loro alla riduzione delle emissioni, inoltre visto che Natura 2000 é un programma del ministero per la transizione ecologica condiviso dagli stati membri dovrebbe incidere solo sulla loro produzione invece che essere equamente ripartito su tutto il territorio dell’Unione, e quindi anche sui profitti di tutti i colleghi.

Come evolverà la situazione?

Non é difficile prevedere che le cose non evolveranno per il meglio. E questo perché nessuna delle due parti vuole che questo avvenga. Allevatori, agricoltori e pescatori vorrebbero semplicemente fare il loro lavoro e tornare a vivere dei loro proventi, così come hanno fatto sinora, mentre il governo é irremovibile sui numeri e sui limiti da rispettare.

I due quindi si stanno fronteggiando in un braccio di ferro che mette in pericolo le tavole di molte persone.

Si rischia seriamente che si arrivi ad un blocco completo della distribuzione e che gli scaffali presto divengano vuoti. E non solo nel nord Europa, visto che dall’Olanda molto viene esportato anche qui in Italia, tra carne e latticini.

Ma il blocco della catena di approvvigionamento non é il solo spettro che si aggira per l’Europa. Ve ne sono altri che dovrebbero dar da pensare, come ad esempio l’abbattimento coatto di migliaia di capi di bestiame e la conseguente chiusura di molte aziende con impiegati e operai a spasso senza alcuna fonte di reddito.

Fatto salvo che queste misure aiutino in qualche modo l’ambiente, cosa che é per molti ancora da dimostrare, se il principale obiettivo del governo olandese era appunto quello di avviare una transizione verso la riduzione di emissioni, ovvero accompagnare i lavoratori del settore verso un cambiamento, questo sarebbe dovuto essere molto graduale nel tempo in maniera tale da permettere agli stessi di reinventarsi in qualche modo per mantenere i loro stipendi e quelli dei loro operai.

Affrontare le cose in questo modo, invece pare raccontare tutta un’altra storia.  Si ha tutta l’impressione che il governo, proprio come si é realizzato con il Covid19, cerchi di sfruttare il meccanismo della solita finestra di Overton che si é sapientemente e magicamente aperta proprio adesso.

“O adesso o mai più”, penseranno dai palazzi a L’Aia, ed hanno assolutamente ragione.

Se il momento vola via, nessuno che adoperi un minimo di raziocinio abbatterà tutti i propri capi di bestiame suicidando la propria attività e sacrificando, oltre a se stesso, anche tutti gli operai insieme alle mucche.

Vedremo. Intanto la lancetta gira.

MARTINA GIUNTOLI

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