L’odissea di un paziente malato tra hub vaccinali e certificati di esenzione

Di seguito la storia incredibile ma purtroppo vera raccontatami da un mio amico convintamente pro-vax,  anche se non ancora vaccinato, che l’ha vissuta in prima persona, amico che da circa due anni soffre di polimialgia reumatica (malattia autoimmune i cui effetti devastanti si attenuano solo con massicce dosi di cortisone).

L’amico, che chiamerò per rispetto del suo anonimato, “Teresio”, è in cura da un luminare di reumatologia di una grande città del Sud Italia, il professore lo cura con cortisone il cui dosaggio dipende dalle frequenti analisi (proteina C reattiva e altri parametri specifici) e costantemente con un farmaco oncologico immunosoppressore. Teresio, grazie al pressing di Brunetta &co. dovrà, dopo mesi di smart working, presentarsi al lavoro nelle prossime settimane, sottoponendosi a uno stress notevole nelle sue condizioni, per compiacere il capo, che deve compiacere a sua volta il proprio capo che salendo salendo deve compiacere i consiglieri delegati dell’azienda scelti dalla politica, ovvero Brunetta, Draghi, Speranza, Lamorgese, ecc.

Prima di presentarsi in ufficio dovrà però essere dotato di lasciapassare verde, ma il professore luminare che lo ha in cura gli ha momentaneamente sconsigliato, vista la terapia intrapresa contro la sua sindrome attuale, di vaccinarsi. Così, coscienziosamente gli ha rilasciato una dichiarazione di inadeguatezza alla siringa sacra contro il Covid-19 per i motivi sopra descritti.

Con tale dichiarazione Teresio va dal proprio medico curante, il quale però non avendo aderito alla campagna vaccinale, ed essendo dunque diventato un medico di serie b, non può esentarlo dalla pozione magica. Teresio si reca quindi, armato di molta pazienza, presso l’hub vaccinale dove trova tre giovani camici bianchi, neolaureati, di circa 30 anni, molto attivi e pro-attivi nella pratica iniettiva. Ai tre, due uomini e una donna, spiega la sua situazione clinica e mostra il certificato perentorio del luminare che lo ha in cura. Ma i tre giovincelli pur essendo tutti e tre vicini fra loro, gli rispondono in tre versioni diverse come segue:

  1. Il primo dice a Teresio di continuare la sua terapia a base di 5mg di cortisone al giorno e farmaco immunosoppressore ma contestualmente di farsi subito iniettare la pozione magica e benedetta
  2. Il secondo dice a Teresio di sospendere il farmaco immunosoppressore di continuare col cortisone ma di farsi subito una bella dose di pozione magica.
  3. La terza giovane dottoressa dice invece a Teresio di sospendere il cortisone, di continuare il farmaco oncologico immunosoppressore e di iniettarsi immediatamente la magica pozione.

Teresio è confuso, arrabbiato, spaesato, non è un dottore ma suo malgrado, sul suo corpo, sta sentendo e subendo i sintomi di una brutta bestia che quando cala la sera morde coi suoi dolori diffusi (polimialgia appunto) tenuti a bada solo dal cortisone in dosi massicce. Il secondo pensiero per lui è quello di voler risolvere l’empass burocratico creato ad hoc dai governanti, ovvero ottenere un codice qr per entrare, a fatica, sul luogo di lavoro.

Sentitosi rifiutare l’esenzione dai tre giovani kapò in camice bianco, certamente ansiosi di fare soldi e carriere, quindi di centrare qualche KPI, indicatore di merito, ecc., Teresio sventola sotto i loro nasi il certificato del reumatologo che parla chiaro e, in preda allo sconforto, chiede di farsi vaccinare in quanto convinto della bontà del liquido sacro, ma chiede anche una dichiarazione di responsabilità scritta dai tre giovani rampantelli in camice bianco, che giustifichi la controtesi a quanto affermato dal medico reumatologo. I tre kapó ovviamente si rifiutano di scrivergli tale dichiarazione e quindi, messi di fronte a un aut aut, a malincuore, gli firmano un’esenzione  vaccinale per sei mesi. Pare che questa poi non dia diritto al classico qr code equivalente al GP, ma a un altro qr code specifico, che mi auguro per Teresio sia valido e leggibile ovunque sia richiesta la carta verde.

Oggi Teresio è diventato un po’ dubbioso, non ancora sul liquido magico, ma su tutto il sistema di abuso di potere squallido e mercantile che lo circonda, sui milioni di kapó che lo spingono, avallano, sponsorizzano, esaltano, scambiano per scienza e che lo iniettano incuranti dei corpi che bucano e delle possibili conseguenze a breve, medio e lungo termine!

Firmato: Penna Ribelle

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