Sul carrello della spesa è arrivato lo tsunami. In Italia e in Germania rincari spropositati dei generi alimentari: +20%, + 50%… In Grecia i supermercati effettuano di fatto razionamenti di farina ed olio di girasole: non è possibile acquistare più di un certo numero di confezioni a testa. Soprattutto, i dettaglianti devono dichiarare l’entità delle loro scorte: che non è un bel segno.

E un altro pessimo segno viene dalla Spagna. Guerra, agricoltura in difficoltà, aumento del prezzo dell’energia, importazioni difficili: la scorsa settimana il Governo è stato il primo in Europa ad ufficializzare la gravità della situazione. Ha dato infatti piena copertura legale alle catene della grande distribuzione che limitano la vendita di alcuni prodotti. E’ il primo, preoccupante caso del genere nel panorama europeo.

Qui da noi, salvo eventuali limitate eccezioni locali, è ancora possibile comprare di tutto nelle quantità desiderate: a patto soltanto di avere il portafoglio più che ben fornito. Negli ultimi giorni hanno cominciato a girare voci di supermercati come Coop e Lidl che effettuerebbero razionamenti. In realtà la notizia è vecchia di ormai di tre settimane. All’epoca c’era la questione dei camionisti sul piede di guerra. Di recente, fatti del genere non sono più stati segnalati.

Se anche gli scaffali sono forniti, tuttavia, in Italia il problema – e che problema! –  sono i rincari. Secondo uno studio di Coldiretti, al top c’è l’olio di semi, di girasole e non solo, di cui l’Ucraina prebellica era un grande esportatore: +23%. A seguire, verdura e burro +17%, pasta +13% eccetera. Ancora Coldiretti segnala per l’ortofrutta un aumento del costo di produzione in realtà superiore al 50%. Verosimilmente l’aumento del costo di produzione si tradurrà presto in ulteriori rincari per i consumatori.

Non si tratta di ostriche e champagne, ma di umili prodotti di uso quotidiano in tutte le case. E’ l’aspetto peggiore del problema: i benestanti usano solo una piccola parte del reddito per acquistare il cibo, mentre chi non nuota affatto nell’oro devolve a questo scopo una parte molto significativa dei magri introiti. E dunque i rincari colpiscono più duramente proprio chi avrebbe più bisogno di aiuto.

In Germania la situazione è, se possibile, ancora più preoccupante. Ieri, lunedì, la catena Aldi ha aumentato fino al 30%, dalla sera alla mattina, i prezzi di alcuni generi alimentari. Si tratta soprattutto di latticini, carne e salsiccia. Altre catene della grande distribuzione hanno prontamente imitato. Piove sul bagnato, dato che i rincari  si susseguono da mesi. Ma c’è una notizia peggiore: Aldi si attende che nel giro di alcune settimane si verifichino altri rincari, anche fino al 50%.

E poi ci sono i razionamenti spagnoli muniti di benedizione governativa. Gli scaffali sono rimasti senza olio di girasole (un classico) e senza latte. Invece di limitarsi a gestire la situazione col fai-da-te come in Grecia, i supermercati hanno chiesto ed ottenuto dal Governo l’autorità di limitare le vendite dei prodotti in caso di scarsità: il “non più di un tot a testa” diventa legge.

Il Governo spagnolo dice che in questo modo si offre a tutti un equo accesso al cibo. Errore. I ricchi, ma soltanto i ricchi, possono comprare alla borsa nera.

GIULIA BURGAZZI

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