E così, come adombra la senatrice Nugnes, fra le segretissime armi che l’Italia invia all’Ucraina ci sarebbero anche i missili anticarro radioattivi Milan? Come quelli che hanno inquinato il poligono NATO di Capo Teulada, in Sardegna? Un fatto, quest’ultimo, che è sfociato addirittura in un processo penale. Il 10 giugno si è svolta a Cagliari l’udienza preliminare; in settembre si deciderà sul rinvio a giudizio di altissimi esponenti dell’esercito. Il procuratore di Lanusei ha riferito alla commissione parlamentare sull’uranio impoverito che il torio dei missili Milan è stato trovato sia nel bestiame sia nelle ossa delle salme riesumate di pastori deceduti per malattie oncologiche o linfomi.

Il sospetto, pesantissimo, che l’Italia faccia all’Ucraina un velenoso regalo di questo genere è stato sollevato dalla senatrice Paola Nugnes, eletta nel M5S ed ora nel gruppo misto, durante il dibattito di martedì 21 che ha confermato la linea bellicista del Governo guidato da Draghi.

Notoriamente l’elenco delle armi che l’Italia manda all’Ucraina è coperto dal segreto di stato. La senatrice Nugnes ha sollevato un lembo di questo velo. Qui sotto il suo intervento in aula, così come compare nel lunghissimo verbale della seduta.

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La senatrice Nugnes ha dato per certo che l’Italia e la Francia inviino in Ucraina i missili anticarro portatili Milan. Se sono vecchiotti, ha aggiunto in sostanza, il loro sistema di puntamento contiene e rilascia torio, che è radioattivo e cancerogeno.

Così come il tipo di armi donate dall’Italia, è ovviamente protetto dal segreto di stato anche il loro anno di fabbricazione. Tuttavia si dice spesso che i doni bellici dell’Occidente all’Ucraina costituiscono l’occasione per svuotare gli arsenali delle armi più vecchie. L’aspetto non esattamente recentissimo delle mitragliatrici che Roma ha mandato a Kiev è stato addirittura oggetto di ilarità.

Se è così, se davvero il Governo ha mandato all’Ucraina i missili Milan vecchi e radioattivi, vale la pena di citare un proverbio. Recita: Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io. A Kiev farebbero bene a tenerlo presente, invece di chiedere insaziabilmente armi.

GIULIA BURGAZZI

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