L’Italia ha comprato 260 milioni di dosi. Destinate alla scadenza?

Pagate e strapagate con i soldi dei contribuenti, ma utili solo a ingrassare i profitti delle case farmaceutiche: entro il 2022 l’Italia avrà acquistato ben 260 milioni di dosi di vaccini Covid. Almeno secondo gli ultimi dati ufficiali, che risalgono all’aprile scorso. Potrebbero infatti essere anche molte di più.

Gli italiani, neonati compresi, sono 60 milioni. Le fiale acquistate sarebbero più che sufficienti per vaccinare tutti con quattro dosi, cosa piuttosto improbabile.

Secondo il British Medical Journal, l’Italia è al settimo posto nella classifica mondiale dei Paesi che acquistano vaccini Covid in modo – come dire – bulimico e poi li buttano o li donano a qualche Paese povero quando stanno per scadere. Un colossale e non quantificabile spreco di denaro pubblico.

Notoriamente sono segreti i prezzi dei vaccini Covid che la Commissione Europea ha concordato con i produttori a nome degli Stati UE. Secondo le indiscrezioni di dicembre, andavano da 1,78 euro a dose (Astrazeneca) a 18 euro a dose (Moderna). Di rincaro in rincaro,  secondo il Financial Times in agosto il vaccino Moderna è arrivato a 25,5 dollari per fiala e il Pfizer a 19,5, mentre il costo di produzione sarebbe di poco superiore ai 2 dollari. I guadagni vanno ad azionisti e manager: ai contribuenti il conto da pagare.

La ricostruzione del British Medical Journal sulle dosi bulimicamente acquistate dall’Italia non consente di avere un’idea dell’esborso legato ai 260 milioni di fiale. I marchi sono sette, ciascuno con un diverso prezzo; se per pura ipotesi il costo fosse uguale per tutti e fosse pari a 15 euro a fiala, complessivamente (e alla faccia dei tagli alla sanità) l’esborso per i contribuenti ammonterebbe a 4 miliardi e rotti di euro. Con milioni (o decine di milioni) di dosi in probabile avanzo, e a scadenza breve.

Forse le dosi in più saranno donate ai Paesi poveri? Non si trovano dati a proposito dell’Italia, ma esistono testimonianze secondo le quali i Paesi ricchi regalano ai Paesi poveri i lotti di vaccini in scadenza, letteralmente da buttare via, perché non c’è più tempo per usarli. L’importante, insomma, sembra sia comprarne tanti, di ‘sti vaccini, mettendo in disparte – dopo averli pagati – le preoccupazioni legate al loro impiego.

Come spiega il British Medical Journal, il Malawi e il Sud Sudan hanno dovuto gettar via lotti di vaccini ricevuti last minute, quando non avevano più il tempo di usarli e il Sud Africa ha dovuto chiedere all’India di sostituire il lotto generosamente donato con un altro, affinché fosse utilizzabile per un lasso di tempo adeguato. Mentre negli Stati Uniti si è tranquillamente prolungata la scadenza di 6 settimane, come si fa con gli yogurt nei supermercati senza scrupoli.

L’impressione, insomma, è che siamo costretti ad acquistare tonnellate di siero anche se ne abbiamo già a sufficienza, e poi ad iniettarlo a tutti per non doverlo buttar via. Chissà come mai.

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