L’Italia discrimina e non garantisce i diritti umani: lo dice anche Amnesty International

Amnesty Italia

Di cosa si sta occupando in questo momento Amnesty International? Del Paraguay, dove ci sono bambine stuprate. Dell’Etiopia con le vittime di violenze. Del Niger, dove si impiegano i bambini soldato. Della Birmania (Myanmar) e della sua giunta militare totalitaria. Dei Paesi con la pena di morte.

E dell’Italia, dove il governo non garantisce i diritti fondamentali ai cittadini.

Amnesty, in un lungo comunicato del 14 gennaio, sollecita l’Italia a rispettare i diritti umani, a non prolungare lo stato di emergenza oltre il 31 marzo, a prevedere un termine per il Green Pass, e a non discriminare i cittadini consentendo in ogni caso il lavoro e l’uso dei mezzi di trasporto.

Nessuno di noi, cittadini di un Paese presunto civile, avrebbe mai pensato di finire oggetto delle attenzioni di Amnesty International. Comunque la si pensi su quell’organizzazione, leggere in un suo comunicato la preoccupazione per l’andazzo totalitario del nostro Paese fa tremare le vene dei polsi. Chissà se a qualcuno, nel governo, queste esortazioni faranno suonare un campanello di allarme, oppure se Amnesty resta da considerare solo quando invoca la liberazione di Zaki. Fatto sta che siamo finiti nella stessa lista della Birmania, del Niger e dell’Etiopia, e non è un bel vedere.

Estratto del comunicato di Amnesty International

(…) Con riferimento al contesto italiano, Amnesty International Italia continua a sollecitare il governo ad ancorare i propri interventi ai principi di legalità, legittimità, necessità, proporzionalità e non discriminazione. Qualsiasi politica di salute pubblica, inoltre, deve essere basata sull’evidenza scientifica più aggiornata e verificabile, motivata da comprovate ragioni oggettive e accompagnata da metodi di comunicazione chiari e trasparenti.

Lo stato di emergenza nazionale in vigore in Italia da quasi due anni e che è stato recentemente prorogato fino al 31 marzo 2022 dal decreto-legge 221/2021, non è previsto dalla Costituzione ma trova fondamento giuridico nel decreto legislativo 1/2018, in cui si prevede che il Consiglio dei ministri possa deliberare lo stato di emergenza di rilevanza nazionale al verificarsi di determinati eventi, in deroga a qualsiasi disposizione vigente. Amnesty International Italia sollecita il governo a riconsiderare attentamente se prorogare la misura oltre il 31 marzo 2022, in quanto tutte le misure di carattere emergenziale devono rispondere ai principi di necessità, temporaneità e proporzionalità.(…)

Mentre riconosce la legittima preoccupazione degli stati di aumentare i tassi di vaccinazione come parte di un’efficace risposta di salute pubblica al Covid-19, Amnesty International non sostiene i mandati di vaccinazione obbligatoria generalizzati ed esorta gli stati a considerare qualsiasi requisito di vaccinazione obbligatoria solo come ultima risorsa e se questi sono strettamente in linea con gli standard internazionali sui diritti umani.(…)

Per quanto riguarda il Green Pass rafforzato recentemente approvato, deve trattarsi di un dispositivo limitato nel tempo e il governo deve continuare a garantire che l’intera popolazione possa godere dei suoi diritti fondamentali, come il diritto all’istruzione, al lavoro e alle cure, con particolare attenzione ai pazienti non-Covid che hanno bisogno di interventi urgenti e non devono essere penalizzati.

In ogni caso, Amnesty International Italia chiede che siano previste misure alternative – come l’uso di dispositivi di protezione e di test Covid-19 – per permettere anche alla popolazione non vaccinata di continuare a svolgere il proprio lavoro e di utilizzare i mezzi di trasporto, senza discriminazioni.(…)

DEBORA BILLI

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