L’inquietante progetto transumano di Facebook

Mark Zuckerberg sta pensando ad un rebranding della sua creatura più famosa: Facebook. Ma non si tratta solo del rilancio di un social in crisi, ma di qualcosa di più inquietante: il metaverso.

Facebook, il social network per antonomasia, è in crisi. Tanti fattori hanno contribuito al declino della creatura primogenita dell’impero di Mark Zuckerberg: prima lo scandalo Cambridge Analytica che ha mostrato al mondo come il signor Zuckerberg vendesse la privacy dei suoi utenti (anche se questo era un po’ un segreto di Pulcinella), poi la sempre più martellante censura su temi e parole non politicamente corrette, che ha portato anche a casi tra il ridicolo e il surreale, fino al disastroso down. Ma c’é di più: Facebook è oramai considerato un social “per vecchi boomer” con una drammatica fuga dei più giovani. E se nell’impero Zuckerberg pare reggere ancora bene Instagram, i trend vedono come social in drammatica crescita il cinese Tik Tok presso la fascia dei giovanissimi e, per i più “maturi” (anche di cervello) il russo Telegram per via delle sue più sicure politiche riguardo la privacy.

Quindi Zuckerberg decide di rilanciare la sua creatura e Facebook cambierà nome per andare oltre i social. Questo è l’inquietante progetto di Zuck.

Perché si parla, appunto, di “metaverso”. E cos’é il metaverso? Questo termine venne inventato dallo scrittore americano di fantascienza Neal Stephenson nel suo romanzo del 1992 Snow Crash.

Nel libro di Stephenson il metaverso sarebbe una gigantesca sfera nera di ben 65536 chilometri di circonferenza tagliata all’altezza dell’equatore e nella quale si possono creare in 3D tutte le cose che si desiderano.

Il Metaverso è, di fatto, un’estensione di internet alla vita reale più di quanto sia accaduto sinora.

Se la notizia del progetto facebookiano del metaverso è di questi ultimissimi giorni, la cosa era stata anticipata dal solito Beppe Grillo in un post dello scorso agosto in cui chiedeva:

“Siete pronti per il metaverso?”. Grillo non è nuovo a queste distopie transumane inculcategli da Casaleggio senior, ma, ricordando il fatto che Grillo portava la mascherina dopo una cena con l’ambasciatore cinese pochi mesi prima del Covid, vien da chiedersi se l’ex comico non sapesse già qualcosa, anche perché parla apertamente del metaverso come del “santo graal del fondatore di Facebook Zuckerberg”. E ovviamente il Grillo ci presenta questo futuro del metaverso come qualcosa di meraviglioso.

“Immaginate un mondo digitale in cui potete condurre una vita parallela senza uscire di casa, incontrarvi con i vostri amici (avatar), ballare, assistere ad un concerto, scalare l’Everest direttamente dal salotto di casa vostra. Bene, benvenuti nel “metaverso”.

Ecco, meraviglioso, vero? Vi costruiremo una vita virtuale. Una finzione. La vita degli esseri umani sarà quindi totalmente trasformata in un gigantesco videogioco. Non vi incontrerete più coi vostri amici di persona, ma con degli avatar. Non visiterete più le città dal vivo, ma solo virtualmente.

Quest’ultima cosa, con la scusa del Covid, è già stata sperimentata in Italia con una gita virtuale a Firenze. Ora, se consideriamo il progetto metaverso di Facebook vediamo come tutto sembra una grande preparazione a questo obiettivo: prima i social che, pur avendo il grande pregio di avvicinare i lontani, hanno allontanato i vicini. Se i social sono stati fondamentali per molte cose, come ad esempio permettere la circolazione della controinformazione anche grazie alle testimonianze dirette sul posto, hanno d’altra parte ucciso la vita sociale. Poi i lockdown da Covid. Quell’internet che doveva essere solo un mezzo potente sta diventando un fine.

Se ci si pensa il progetto di Zuckerberg è spaventoso. Ora ci stiamo accorgendo delle terribili controindicazioni del digitale: con un clic possono sparire libri, film, musica ma anche conti in banca e documenti di identità. Il metaverso è il passo verso la digitalizzazione e il controllo completo dell’essere umano. Con un clic, con il metaverso, potranno arrivare a spegnere la tua vita, se qualcosa non va.

ANDREA SARTORI

Debora Billi

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