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Notizie28 Dicembre 2021

L’evoluzione del Codacons: dalla guerra ai no vax, alla guerra a Draghi. Una crepa si apre?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza l'evoluzione del Codacons, evidenziando la denuncia contro Mario Draghi per procurato allarme. Si discute anche della necessità di serietà nelle comunicazioni ufficiali e delle implicazioni politiche di tali affermazioni.
Punti chiave
  • Il Codacons denuncia Draghi per affermazioni allarmistiche sui vaccini.
  • Draghi ha affermato che la maggior parte dei decessi non erano vaccinati.
  • I dati ufficiali contraddicono le affermazioni del Premier.
  • La denuncia per procurato allarme prevede sanzioni leggere.
  • Il Codacons ha chiesto risposte ufficiali da Palazzo Chigi.
L'articolo

Il Codacons pronto a denunciare Mario Draghi per procurato allarme. E sarebbe anche ora, dato che i toni di Draghi hanno superato in allarmismo e terrorismo quelli di Conte: ricordiamo l’emblematico “Non ti vaccini, ti ammali, muori”. Il Codacons però in questo caso prende di mira la conferenza stampa tenuta dal Drago lo scorso 22 dicembre, quando l’ex carnefice della Grecia aveva sostenuto che “dei decessi, tre quarti non sono vaccinati”.

I numeri sono falsi, replica il Codacons in una nota: ” dagli ultimi dati disponibili pubblicati dall’ Istituto superiore di sanità (ISS), secondo cui dal 22 ottobre al 21 novembre i morti per COVID-19 in Italia sono stati 1.755: tra loro 722 non erano vaccinati, mentre 1.033 avevano ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Il 58,9% dei morti, quindi, aveva ricevuto almeno una dose e il 41,1% non era vaccinato. Esattamente l’opposto di quanto affermato da Draghi“

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Il Codacons quindi aggiunge che il primo ministro deve mantenere assoluta serietà per “evitare di procurare paure e sofferenze inutili”. Quindi conclude “invitiamo oggi il Premier Draghi a rettificare le errate informazioni fornite ai cittadini, altrimenti sarà inevitabile una denuncia in Procura per procurato allarme”.

Va detto che la sanzione per procurato allarme è leggera, soprattutto per uno come Draghi: l’articolo 658 del Codice Penale prevede un’ammenda da dieci a 516 euro. Prevede però anche l’arresto per sei mesi che non sarebbe una gran pubblicità per il messia profetizzato da Bruno Vespa.

Ovviamente di illusioni qui non ce ne facciamo: a Draghi non accadrà nulla, anche in caso di denuncia. Al momento è un intoccabile. Però non male accorgersi che qualcosa si muove, e qualcuno comincia ad avere il coraggio di andare a far le pulci al Mega Presidente Clamoroso.

Tutto bene? Ovviamente no. Anche se si notano progressi. A settembre il Codacons aveva domandato di sospendere pensioni e reddito di cittadinanza a “tutti coloro che arbitrariamente scelgono di non sottoporsi al vaccino”.

“Staremo a vedere se seguiranno risposte ufficiali da Palazzo Chigi all’ipotesi proposta dal Codacons in queste ore” concludeva quella nota del Codacons. Ora, quelle ore” erano lo scorso 19 settembre ed evidentemente non sono seguite risposte ufficiali da Palazzo Chigi. Ora sarebbe un po’ difficile dialogare con uno che vuoi denunciare per procurato allarme.

Noi, come gli antichi àuguri romani che interpretavano il volo degli uccelli, non possiamo che cercare di interpretare questi segni contraddittori. Ma, visto l’evidente fallimento della campagna vaccinale, fallimento urlato dalle ultime misure, non è che la stella di Mario Draghi si sta appannando esattamente come quella di Giuseppe Conte un anno fa?. La luna di miele col messia pare finita, e questi paiono i segnali.

La campagna vaccinale per Mario Draghi sta diventando come la Campagna di Russia per Napoleone. E l’inverno sta arrivando.

ANDREA SARTORI

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