L’invasione della Polonia: un’espressione divenuta proverbiale come atto d’inizio dei catastrofici eventi cominciati nel 1939. Cosi’ i polacchi persero indipendenza e sovranità, manu militari. Oggi la Polonia si sta accorgendo di essere sul punto di perdere nuovamente il bene più prezioso di uno Stato, ma senza bisogno di carri armati. Al loro posto, i tentacoli giuridico-burocratici della Ue. Tuttavia, c’e’ ancora un giudice a Varsavia, se non a Berlino. La Corte Costituzionale biancorossa ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco un concetto ormai chiaro a tutti i cittadini svegli dei 27 membri dell’Unione: i famosi trattati sono incompatibili con la sovranità e la democrazia dei popoli europei. E questo ha mandato ai matti i funzionari della commissione e tutta la “miglior” stampa del continente. Purtroppo per loro, e’ solo l’inizio. Quello polacco puo’ essere il “casus belli” in grado di innescare finalmente il processo di dissoluzione di un progetto elitario, oligarchico e intimamente anti-democratico. Dopo la Gran Bretagna puo’ essere il turno della Polonia. Insomma, l’evasione della Polonia potrebbe essere dietro l’angolo. E siccome non c’e’ due senza tre, anche per l’Italia c’e’ forse una luce in fondo al tunnel. Crediamoci!
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