Quando si sta all’opposizione, la regola aurea è: trovare sempre qualche idea da contrapporre al governo. Altrimenti si scompare nella nebbia, dato che non si può fare molto altro. Ma nel caso della Meloni e del suo partito, la contrapposizione è ormai da mesi all’acqua di rose. Mai abbiamo sentito proferire verbo sulla narrazione pandemica globale, sull’efficacia dei vaccini, sulla violenza della discriminazione, sulle follie dei media. Si fa “opposizione responsabile”, cioè per finta.

Nel suo agitarsi per inventare qualcosa che piaccia agli scontenti ma contemporaneamente non irriti i padroni del vapore, la Meloni è riuscita a costruire una frasetta che, da sola, riesce a contenere almeno 3 sciocchezze e una contraddizione: “Il governo convinca i no vax con indennizzi nel caso di reazioni avverse”.

Il primo pensiero che viene alla mente è: ah, ma allora esistono queste famose reazioni avverse, e la Meloni lo sa, e non se ne è mai preoccupata. Poi, prima di fare questo genere di proposte, la leader di FdI dovrebbe forse informarsi meglio: nessun medico in Italia è disposto a certificare “reazioni avverse”, e le uniche finora confermate (appena due o tre) lo sono state in seguito a sentenza di tribunale. Quindi, ogni “no vax” sa benissimo che, se pure la proposta Meloni dovesse andare in porto, non riceverà mai una lira di indennizzo. E poi, non si firmava uno scarico di responsabilità urbi et orbi? Come ci faremmo indennizzare, se non c’è responsabilità della Pfizer, dello Stato, e neanche del medico?

Per tacere del fatto che, se uno non si vaccina per paura di un ictus o una trombosi, non sarà la promessa di qualche spicciolo con cui comprarsi la sedia a rotelle a convincerlo.

Ma soprattutto, la nostra ineffabile oppofinzione perpetua la narrazione secondo cui i “no vax” vadano “convinti” (quando non costretti). Non passa neanche per l’anticamera del cervello, alla Meloni, di mettere in discussione i dati sull’efficacia dei vaccini o almeno di difendere i diritti di quel 10% di cittadini che non vogliono punturarsi, qualunque sia il motivo che li spinga. Macché, queste son robe troppo democratiche. Ci vuole l’ideuzza invece, quella che fa tanto “opposizione creativa”, che non costa nulla tanto non ti dà retta nessuno, ma che ti mette a posto con la coscienza: “Visto? Noi abbiamo proposto, ma non ci hanno ascoltato!”

Pensare di rastrellare qualche voto così è davvero patetico. Avremmo bisogno di leoni, e invece ci ritroviamo altre pecore a belare in coro. Beee.

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